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Andiamo a casa nostra- Karabakh

05.08.2014 | 08:11

10566346_609449182501902_648199936_nI nostri 3 connazionali Dilgam Ahmadov, Shahbaz Guliyev e ,Hasan Hasanov visitando le loro case, sono stati presi in ostaggio dagli aggressori armeni. Così si è creata una situazione imprevedibile. L’Armenia ed i mediatori erano faccia a faccia con uno strano imbarazzo. Lati opposti esercitano il regime del cessate il fuoco del 1994. I mediatori con gli Stati membri del conflitto mantengono negoziati, e talvolta con le comunità. Ma si dimentica un fattore: lo sforzo delle persone per vedere le loro case ancestrali e il desiderio di visitare le tombe dei loro cari.

 

 

Va notato che gli abitanti azeri di Kalbajar come per molti anni vanno a Kalbajar con la finalità di riprendere con video i territori sotto l’occupazione dell’Armenia. Costantemente la diffusione di disinformazione dai mass media nella Repubblica di Armenia non ha rotto la sua tradizione neanche questa volta. I mezzi di comunicazione, riferendosi al ministro armeno della Difesa Seyran Ohanian sostengono che ” L’esercito dell’Azerbaigian coinvolge i gruppi di intelligence-sovversivo, elementi criminali ben consapevoli dell’area per realizzare un’operazione provocatoria.” Il Ministero Azero della Difesa si è affrettato a rispondere. Il ministero ha dichiarato che non vi è alcuna base di queste opinioni espresse dagli armeni. Le terre occupate sono i territori del sovrano Azerbaigian, e non ci può essere impedito di passare attraverso i territori dell’Azerbaigian e di muoversi liberamente. Queste persone non hanno violato il confine. Perché i territori sotto il controllo del regime fondato illegalmente a seguito dell’occupazione sono riconosciuti dalle Nazioni Unite come le terre della Repubblica dell’Azerbaigian.

 

 

È interessante notare che l’atto coraggioso di Dilgam ed i suoi compagni sono apprezzati dalla comunità. Questo passo coraggioso in realtà ha sfidato dalla testa ai piedi il nemico armato e la comunità internazionale. Uno dei colleghi giornalisti ha commentato così quello che aveva fatto Dilgam: “”Maestro Dilgam ” ha distrutto “i principi di Madrid ” li ha sputati …è andato a casa….a casa sua…. non ha ricevuto il permesso dall’ OSCE, né dagli Stati Uniti, né dalla Russia …preparando la valigia, ha attraversato la propria patria… ci sono 1000 CASE che ci aspettano nello stesso modo .. solo bisogna prepararsi… il Maestro Dilgam ha dimostrato che è facile tornare a casa .. Molto facile …..100 persone per tornare a casa devono passare in tal modo verso la loro terra nativa… ”

 

 

Questa non è la sfida alla guerra, o all’operazione provocatoria. Ma è una protesta all’invasione che continua da 20anni e al silenzio della comunità internazionale che non emette un suono per i crimini commessi. Anche se le visite dei civili azeri nelle terre occupate sono considerati un atto lodevole, mentre è una cosa pericolosa. Gli invasori hanno minato le aree e sono molto crudeli contro la nostra gente. Non si possono divulgare le visite ai territori invasi. Tuttavia, solo i residenti della zona invasa che conoscono bene i territori occupati possono intensificare le visite alle loro case. Questo è un ricordo di ogni giorno per gli armeni nei territori occupati dell’Azerbaigian che essi non resteranno lì in modo permanente e prima o poi gli azeri libereranno la loro patria . Finora gli armeni sono stati testimoni di qualche atto con effetti scioccanti. Mubariz Ibrahimov, Farid Ahmadov con il coraggio hanno punito gli aggressori armeni per i loro crimini di guerra commessi contro gli azeri. Mubariz e Farid hanno ricordato agli armeni che gli azeri non hanno rinunciato alle loro terre. Anche Maestro Dilgam ha mostrato l’esistenza di un forte senso di ritorno dei civili azeri ai territori occupati.

 

 

10564869_609449022501918_548696524_n-300x225Uzeyir Jafarov, esperto militare ritiene che se tali casi avessero preso la forma intensiva, si sarebbe stati in grado di intimidire gli armeni: “Sì, mi sembra un po ‘strano svolgere le attività di partigianeria nel XX secolo. Se la parte armena avesse avuto un sacco di perdite, questo avrebbe aperto la strada decisiva per l’Azerbaigian. Prima di tutto, i nemici avrebbero avuto paura. Però si capirà che prima o poi gli azeri torneranno alle loro case. D’altra parte, si capirà che sarebbe meglio sgomberare le terre di altri per non morire. L’Azerbaigian senza divulgare i termini di queste questioni, deve iniziare a lavorare. Perché è la nostra terra, possiamo agire come vogliamo. Tali azioni sono coerenti con il diritto e le norme internazionali. Ciò è coerente con gli obblighi delle organizzazioni internazionali. I cittadini azeri possono recarsi nella regione e nei territori occupati. Questo è il loro diritto più naturale ”

 

 

 

10555170_609448915835262_662960018_n-224x300Farid Yolchuyev, veterano della guerra del Karabakh, ex-lottatore del battaglione Kotel considera le operazioni speciali nei territori occupati possibile, ma ancora più importante : Si dovrebbero tenere gli armeni sotto il costante timore che possano sentire che essi non sono possessori di questa terra, e che sono invasori “. Non stiamo parlando di alcune operazioni di sabotaggio delle Forze Armate dello stato. Semplicemente, l’area occupata deve essere visitata da residenti che conoscono i modi segreti per andare alle loro case. Il Karabakh è parte dell’Azerbaigian. È stato dichiarato ad un livello elevato, che l’Azerbaigian non permetterà la creazione del secondo stato armeno nel proprio territorio. Se oggi i diplomatici azeri lavorano e i soldati evitano gli attacchi dei nemici sul fronte, perché la gente deve restare senza fare niente? I mediatori di pace fanno riferimento ad una “diplomazia popolare”. E noi per non dimenticare la nostra terra e per molestare gli invasori dobbiamo riferirci ai metodi del popolo. Un esempio è il comportamento di Dilgam Askarov. Nessuna organizzazione internazionale, e nessun mediatore potrebbero accusarci, perché andiamo nella nostra terra”.

 

 
Così, 3 cittadini civili dell’Azerbaigian hanno dimostrato al mondo ed ai nemici che essi hanno dato una scossa ai protagonisti del gioco del “Grande Karabakh”. Hanno portato alla luce tre fatti: 1) Sbagliano quelli che credono di poter far dimenticare il fatto dell’occupazione agli azeri prolungando artificialmente i negoziati , gli azeri non hanno dimenticato la terra dei loro antenati! 2) Falsi confini e trincee minate non possono spegnere l’amore della gente per la patria, 3), “il popolo azero non accetterà il fatto dell’ occupazione” , queste parole non sono un parere emotivo, a rischio della vita gli azeri ricorderanno questa verità agli aggressori.

 

 
Elman Jafarli
“KarabakhİNFO.com”

05.08.2014 08:11

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