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La politica ostile contro l’Azerbaigian: dall’occupazione bolscevica all’aggressione armena (1920-1988)

18.08.2014 | 13:21

musa-qasimliProf., Dott.
Musa Gasimli,
deputato (della Repubblica dell’Azerbaigian)

A seguito dell’occupazione da parte del regime zarista, nel Caucaso meridionale negli anni 20-30 del XIX secolo, gli armeni sono stati trasferiti; quando si sono stabiliti lì e anche prima hanno cominciato a minacciare i popoli vicini, sopratutto gli azeri.

Hanno effettuato massacri contro di loro in tempi di crisi. Come risultato del trasferimento nel Caucaso meridionale è stato fondato uno stato mai esistito prima, l’Armenia. Il terrore e il genocidio contro gli azeri nel 1918-1920 sono stati sollevati al livello di politica pubblica in Armenia. Nonostante che nel 1920 l’Azerbaigian e l’Armenia fossero stati occupati e sovietizzati dalla Russia bolscevica , nel Caucaso meridionale, è stata proseguita la politica di trasferimento degli armeni nei territori appartenenti agli azeri i quali venivano sottoposti anche a molestie, false rivendicazioni territoriali, inclusa la politica di consegna dei territori dell’Azerbaigian all’Armenia. Ma le fonti storiche cosa dicono a riguardo?

 

 

La politica sovietica si differenzia da quella del periodo zarista
(20-30 anni di esperienza)

 

 

Negli anni 20 in condizioni internazionali sfavorevoli è nata una minaccia per l’indipendenza dell’Azerbaigian. Come risultato l’esistenza della Repubblica di Azerbaigian è stata portata a termine dalla Russia bolscevica. Il 28 aprile 1920, è stata creata la Repubblica Socialista Sovietica di Azerbaigian ( RSS di Azerbaigian). Il certificato disegnato il 5 agosto dello stesso anno, facendo riferimento al territorio senza controversia tra l’Armenia e l’Azerbaigian, ha dichiarato:

 
Il confine inizia dagli ex confini amministrativi degli uyez di Gazax e Borciali, continua da Gazax e da Aleksandropol (Gyumri) e Yeni Bayazid fino alle montagne di Maralıja, poi direttamente giù nel lago di Goyce, circa 11 / 2 miglia di distanza dal villaggio di Chubuglu a nord divide il lago in due parti, con la costa meridionale prosegue in direzione occidentale, il confine meridionale del lago Goyce comincia da una parte tra i villaggi di Zagali e Godek Bulag, e poi dai villaggi di Yarnızlı, Oro Vang e Yukhari Alchali attraversa le regioni montuose della costa sud – all’altezza di Ghizil Harava (circa 10859) e Agmahan.

 
Il confine continua a ovest dai fronti degli uyezd di Yerevan e Yeni Beyazit verso Kicik Agdag, così divide le regioni montuose popolate da musulmani (azeri – (MQ). Poi comprendendo le Montagne Kicik Agdag va a nord-ovest, in direzione del lago Togmahan verso il villaggio di Tazakend, con il fiume Garnichay raggiunge il villaggio di Yukhari Agbash, poi a nord si eleva ad un’altezza di 3620 metri, da lì verso il sud-ovest, passando tra il villaggio di Ulukhanli e la stazione ferroviaria e si estende a nord del fiume Aras e raggiunge il villaggio Ranjbar.Da questa parte fino al fiume Aras si unisce a ovest direttamente con gli ex confini amministrativi dell’uyezd Surmeli , delle province Echmiadzin e Kars e prosegue verso le montagne Tendurek, l’ex confine russo-turco.

 
Nell’autunno del 1920 anche l’Armenia si è sovietizzata . Dopo questo, il governo centrale bolscevico ha introdotto la politica del periodo sovietico, così ha iniziato a tagliare i territori storici dell’Azerbaigian allo scopo di darli all’Armenia .Il Commissario di Giustizia della Repubblica Socialista Sovietica di Azerbaigian Behboud Shahtahtinskiy ha scritto al Comitato Centrale del Partito Comunista russo (bolscevico) che nonosatante che a Zangezur vivessero 123.mila 95 azeri e 99 mila 257 armeni, il 30 novembre 1920 la parte occidentale del distretto è stata data all’ Armenia. A causa di questo fatto il collegamento per via terra dell’Azerbaigian con la sua regione di Nakhichevan e della Turchia con il mondo turco è stato sospeso. Anche se erano molti rispetto agli armeni che vivevano in Azerbaigian, agli azeri che vivevano in Armenia non è stata data l’autonomia.

 
L’Autonomia è stata stabilita per gli armeni che vivevano in Azerbaigian. Così, con la presenza dei membri del Comitato Centrale del PCR del Plenum della sede di Caucaso I.V.Stalin, i membri della sede di Caucaso K.Orconikidze, F.I.Maxaradze, S.M.Kirov, A.M.Nazaretyan, I.D.Oraxelasvili, Y.P.Fiqatner, N.Nerimanov, A.F.Myasnikov e il commissario del Popolo per gli Affari Esteri della RSS di Azerbaigian nella riunione tenutasi il 5 luglio 1921, si è polemizzato sulla questione del Nagorno-Karabakh. Tenendo conto della necessità della pace nazionale tra armeni e azeri, e del rapporto economico e costante tra la parte superiore e la pianura del Karabakh, il Nagorno-Karabakh è stato mantenuto all’interno dell’Azerbaigian. Ecco perché si è deciso di dare un’ampia autonomia con il centro amministrativo di Shusha.
Secondo il terzo articolo del trattato firmato tra la Russia e la Turchia il 16 marzo 1921 è stato definito lo stato e il territorio di Nakhchivan . Il 13 ottobre dello stesso anno, d’altra parte, tra la RSS di Azerbaijan, la RSS di Armenia e la RSS di Giorgia, d’altra parte, tra la Turchia si è firmato un accordo con la mediazione della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa. A proposito dell’articolo 5 del Trattato, la Turchia, l’Armenia e l’Azerbaigian hanno espresso soddisfazione per : “la regione di Nakhchivan […] è un territorio autonomo sotto il dominio di Azerbaigian”. Nel terzo allegato al contratto si sono definiti i confini.

 
Dal 12 marzo 1922 al 5 dicembre 1936, l’Azerbaigian è stato incluso all’interno della Transcaucasia Repubblica Socialista Federativa Sovietica. Fino a questo fatto la regione di Basarkechar dell’uyezd di Yeni Bayazid e la parte di 2/3 dell’uyezd di Sherur Dereleyez sono state annesse all’Armenia. Dopo l’adozione dell’Azerbaigian alla Federazione transcaucasica, la maggior parte dell’uyezd di Gazax, alcuni villaggi dell’uyezd Jabrail e della Repubblica Autonoma Socialista Sovietica di Nakhchivan sono stati dati all’Armenia. Così, nel 1918-1920, dal territorio di 113.895, 97 chilometri quadrati dell’Azerbaigian nel periodo sovietico è rimasto solo un territorio di 86.600 chilometri quadrati.

 
L”Armenia non solo ha ottenuto i territori dell’Azerbaigian, allo stesso tempo ha continuato a espungere gli azeri dalle loro terre storiche. Il governo armeno intenzionalmente contestava che gli azeri espulsi dalle terre storiche non ritornassero. Falsamente presentava la scarsità di terra. Il membro della Commissione permanente dei rifugiati presso il Consiglio dell’Unione della Transcaucasia Repubblica Socialista Federativa Sovietica, Isaakyan ha scritto al Presidio del Comitato regionale del partito che per la sistemazione dei profughi azeri che volevano ritornare non esisteva un pezzo di terra.

 
Ha notato che il ritorno dei profughi azeri a Zangezur avrebbe potuto causare una crisi , quindi era possibile risolvere il problema per il fondo di terra vuota dell’Azerbaigian. La questione sull’ostacolo delle autorità locali per portare dal distretto di Gubadli della RSS di Azerbaigian i rifugiati azeri espulsi dalla regione di Zangezur alle loro case a Zangezur è stata discussa nelle riunioni svoltesi il 12 giugno (Protocollo № 17), e il 9 luglio (Protocollo № 18) dalla Commissione dei rifugiati al Consiglio dell’Unione della TRSFS. Quindi, è stato dichiarato: ” In Armenia a causa dell’assenza del fondo di terreno, il collocamento di 28mila musulmani (azeri) che vivono nella Repubblica Sovietica Socialista di Armenia e di Nakhchivan (azeri – MQ) sia raccomandato al Governo della Repubblica di Azerbaigian.” Così, il ritorno degli azeri espulsi da Zangezur alle loro terre storiche non è stato realizzato. Sono stati costretti a sistemarsi nel territorio del Governo azero.

Concessioni dal governo azero fanno stimolare gli armeni a continuare a chiedere nuovi territori per l’Armenia. Così, il 25 ottobre 1922, nel certificato sul territorio dell’’Azerbaigian presentato dal Commissariato del Popolo-Terra della Repubblica Socialista Sovietica di Azerbaigian al Segretariato Popolare per gli Affari Esteri diventa chiaro che tutto il territorio dell’Azerbaigian era di 7.989.105 chilometri quadrati, da cui è stato dato all’Armenia l’ex uyezd di Gazax di 379.984 chilometri quadrati , compreso quello di Zangezur di 405.000 chilometri quadrati.
Il governo sovietico ha proseguito le attività di collacamento degli armeni nelle terre azere e di conferire i territori dell’Azerbaigian all’Armenia nel dicembre del 1922, dopo la costituzione dell’Unione Sovietica. Così, un passo importante nel portare armeni nel Caucaso meridionale, fu il periodo dopo la Conferenza di Losanna. E ‘noto che il governo turco si è impegnato a proteggere i diritti di tutte le minoranze etniche alla conferenza. Tuttavia il commissario del Popolo per gli Affari Esteri della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa Georgy Chicheri che ha preso parte alla conferenza nel gennaio 1923, ha dichiarato in una sua lettera inviata alla Società Internazionale armena che il governo sovietico è pronto ad accettare gli armeni.

 
Le delegazioni della Russia, dell’Ucraina e della Georgia hanno inviato una nota verbale in materia al presidente della Conferenza di Losanna. G.Ciceri in una sua lettera inviata il 27 gennaio a Mikhail Litvinova , suo membro di Losanna diceva che la dichiarazione sulla consegna delle aree agli armeni è stata presentata alla Società Armena Internazionale. Secondo lui, a questa attività dovevano partecipare le organizzazioni che fornivano assistenza finanziaria e di trasporto per l’emigrazione degli armeni , perché il governo sovietico non aveva i fondi per riposizionare gli armeni. Lev . Karakhan, vice-presidente di G.Chicheri ha consigliato di discutere tale questione a Mosca dove vivono le figure di spicco del commissariato armeno e del movimento nazionale armeno come Dro.

 
Si è deciso di trasferire gli armeni in Russia, a condizione di non superare la cifra di 200 mila, in una riunione tenutasi il 23 marzo 1923 , sotto la presidenza di Mesyacevin un membro di collegio del Commissionarato della Terra Nazionale della Commissione di Emigrazione degli armeni, 15 mila di essi dovevano essere collocati nel Caucaso meridionale. La questione è stata anche discussa presso l’Ufficio Politico del Comitato Centrale della RCP (b). In base alla proposta di G.Ciceri si è discussa la questione sui “Rifugiati Armeni provenienti dalla Turchia” in una riunione (protocollo n.47) tenutasi il 22 novembre 1923 presso lo stesso ufficio. Secondo la decisione riservata adottata non si è contestata l’adozione di 10 mila armeni della Turchia, nei confini dell’Unione Sovietica. Come risultato, alcuni armeni dalla Turchia sono stati collocati nel Caucaso meridionale.

 
I 9 villaggi di Nakhchivan popolato dagli azeri nel 1923 sono stati conferiti all’Armenia. Più tardi, il 19 maggio 1925, il Comitato Esecutivo Centrale Transcaucasico (CEC) in conformità con la decisione della riunione del Presidium inferiore (verbale № 12), ha localizzato un gran numero di armeni a Nakhchivan.
Il 7 luglio 1923, nella parte montagnosa del Karabakh si è creata la Repubblica Autonoma del Nagorno-Karabakh. Il centro amministrativo è stato definito la città di Khankendi. Nel settembre dello stesso anno, il nome della città, è stato rinominato Stepanakert , in onore del leader bolscevico Stepan Shaumyan, uno degli organizzatori del genocidio contro gli azeri. Il territorio amministrativo della RANG si è determinato al fine di provvedere la maggioranza della comunità armena. L’Azerbaigian ha dato ampi diritti agli armeni che vivono in Nagorno-Karabakh.

 
Questo era indicativo dell’atteggiamento di Lenin e Stalin per le popolazioni dell’Armenia e dell’Azerbaigian. Anche se il numero di armeni che vivevano in Armenia era molto meno rispetto a quello degli azeri, dare autodeterminazione agli armeni in Azerbaigian era evidentemente segno della politica “divide e domina”. Agli azeri in Armenia non è stata data l’’Autonomia, oltre a questo il Governo di Armenia ha iniziato a costringerli.

 

 

Dopo il processo di sovietizzazione tra lerepubbliche del Caucaso meridionale ci sono state una serie di dispute territoriali. Da questo punto di vista, il certificato su “Quali rivendicazioni territoriali ci sono state tra i paesi trancaucasici?” preparato dal consigliere del Comitato esecutivo centrale della Transcaucasia M.Skiditski il 21 settembre 1927 a Tbilisi, in Georgia attira l’attenzione. Egli scrisse: “Tra l’Azerbaigian e l’Armenia sono state dispute nei 61 territori con la superficie di 17816 chilometri quadrati. Su 46 dispute che hanno un territorio di 6750chilometri quadrati, si è presa la decisione finale dal Comitato Esecutivo Centrale di Trancaucasia, secondo la quale il territorio di 3050 kmq è incluso nella RSS di Azerbaigian, quello di 3700 è stato incluso nel territorio dell’Armenia. ”

 

 

La politica del collocamento degli armeni nel Caucaso Meridionale e il loro effettivo stabilimento nei territori azeri è continuata anche negli anni ’30. Nella riunione dell’ufficio politico del Comıtato Centrale del Partito Comunista (bolscevico) , il 10 maggio 1931 (verbale № 37), la questione per portare gli armeni nella Repubblica socialista federativa sovietica transcaucasica è stata discussa come l’articolo 25 del giorno. Ma è stata rinviata. La stessa questione si è discussa di nuovo in una riunione svoltasi il 16 giugno del Burò Politico (protocollo № 43). La decisione adottata sulla questione è stata riservata. URSS Commissariato del Popolo degli Affari Esteri dell’URSS il 14 marzo 1932, con la lettera riservata di № 263 indirizzata al Comitato esecutivo centrale della RSFST ha raccomandato l’adozione della cittadinanza degli armeni provenienti dalla Turchia. Va notato che l’applicazione per la cittadinanza , era stata sollevata nel 1928-1929. Hamid Sultanov, il Segretario del Dipartimento del Comitato esecutivo centrale della Repubblica Sovietica Socialista di Azerbaigian, il 27 marzo 1932, ha inviato la lettera riservata № 479 per chiedere alla Turchia: “Siamo in attesa del vostro ordine per la soluzione immediata del problema sull’ adozione degli armeni dell’URSS per la cittadinanza della Turchia”. Le decisioni prese sono state eseguite.

 
Nel mese di maggio 1936, i 2 mila armeni sono stati portati da Parigi in Armenia. I loro rappresentanti inviando il 22 maggio un telegramma a Ghazanfar Musabeyov e Lavrentiy Beria hanno ringraziato per aver creato le condizioni per venire da un paese straniero in una nuova patria (il corsivo è il nostro. Nel documento si è scritto così -.. M.G).

 

 

Così, armeni si sono portati in massa dall’estero in Armenia, si è realizzato il loro stabilimento in questi territori. Per provvedere alle loro condizioni di vita gli azeri sono stati cacciati dalle proprie terre. Aumentare il numero di armeni in Armenia con il trasferimento durante il periodo sovietico si confessa nel riferimento “Ruolo controrivoluzionario del Partito Dashnaksutyun”. Qui, è concretamente scritto: “Se nel 1920 in Armenia c’erano 774.000 abitanti, nel 1936 il loro numero ha raggiunto 1 milione 200 mila persone, con un aumento del 55%. Nonostante le autorità sovietiche abbiano posto le condizioni favorevoli per gli armeni, ha condotta la politica di discriminazione, cioé anche se la maggioranza della popolazione era azera in Armenia, non avevano il diritto all’autonomia.

 

 

“KarabakhİNFO.com”

18.08.2014 13:21

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