Italiano

Volley, Valeria Rosso: “Vi racconto la mia Baku”

09.01.2015 | 17:13

rosso3

La schiacciatrice del Lokomotiv scrive per Gazzetta.it: “Sono molto soddisfatta della scelta di venire a giocare in Azerbaigian: mi avevano descritto un Paese ai confini del mondo, invece c’è tutto. Ho riscoperto i sapori della mia infanzia… E quando ho perso il portafoglio me lo hanno portato a casa”

 

29 DICEMBRE 2014 – BAKU (AZERBAIGIAN)
L’Azerbaigian è un Paese che per la maggior parte delle persone che conosco appare come un luogo dimenticato da Dio, la cui esatta posizione geografica, così come l’esatta pronuncia (dove vai a giocare l’anno prossimo?? Arzebjian..Azzarbaijan..??), sembra essere un mistero. Appena sono atterrata a Baku, il 1 settembre 2014, per me è stato amore a prima vista. Molti pensano che io scherzi quando racconto come mi diverto qui, come mi sento a mio agio, come riesco a percepire l’energia di questa terra e la gioia delle persone. Bisogna però fare una premessa. Sono cresciuta tra la vigna e l’orto dei miei nonni, amo la terra, i suoi frutti, gli agricoltori e le donne anziane che sedute in un angolo sbucciano melograni o pelano patate; mi ricordano la mia infanzia! Inoltre ho imparato fin da piccola che la più grande abilità di un uomo è sapersi adattare e ricollocare in base a ciò che lo circonda, lezione che mi è servita specialmente durante tutti gli anni che ho giocato a beach e ho avuto la fortuna di viaggiare e conoscere posti nel mondo meno “turistici” tra cui India, Cina ed Est europeo in cui lo spaghetto al dente cacio e pepe non è proprio la prima richiesta che ti salta in mente.

 

 

Valeria Rosso fa spesa di frutta sotto casa

rosso2
I NONNI — Detto questo, a me, dello spaghetto non interessa per nulla, la frutta e la verdura e i legumi qui hanno un sapore e un profumo che mi hanno fatto dimenticare quasi il mio amore per la carne,è pieno di ristoranti di tutti i tipi, il sushi è pazzesco e poi, se ho nostalgia del cibo italiano vado in un ottimo ristorante gestito dal calabrese Elio che si trova a 5 minuti dal mio appartamento. E pensare che prima di decidere di partire per questo “luogo lontano” mi ero informata un po’ sulle condizioni alimentari da conoscenti e avevo avuto riscontri scoraggianti, addirittura mi avevano sconsigliato di mangiare la verdura cruda. Beh, il mio verduriere all’angolo sotto casa stile Anni 50 ha della frutta e della frutta pazzesca e io ci faccio la spesa dopo le 10 di sera perché dalla campagna arrivano tutte le auto “sgarrupate” che portano i frutti raccolti in giornata.

 

 

Sullo sfondo le mura di Baku

 

rosso

 

 

 

MERCATO — Io mi diverto da matta ad andare a contrattare con i signori sdentati che mi vogliono insegnare i nomi dei cibi in azero. Intorno al mio palazzo si alternano aree più umili, che, se devo essere sincera, sono solo leggermente peggio di alcuni quartieri fatiscenti in Italia, a zone molto moderne, con palazzi enormi, sfarzosi e illuminati con vari colori tutta la notte. In 25 minuti a piedi sono sul lungomare, chiamato il “Boulevard”, che è pazzesco: i più begli hotel del mondo si affacciano su questa passeggiata che è stata dichiarata parco nazionale perché ci stanno piantando alberi e fiori da tutto il mondo, moderni centri commerciali e ristornati si alternano a localini in stile azero in cui bere un ottimo tè nero e attraversando la strada all’altezza della bellissima Maiden Tower si ha accesso alla “Old City”, patrimonio mondiale dell’Unesco, interamente racchiusa tra splendide mura, che meriterebbe un capitolo a parte per descriverne fascino ed l’eleganza.

 
Per quanto riguarda ristoranti (il cibo è un tema a me molto caro, non so se si era capito) e locali serali per bere un drink qui c’è solo l’imbarazzo della scelta e gli arredamenti e la qualità offerta sono di altissimo livello; non mancano attività culturali in quanto io sono già stata all’Opera, a un concerto di violini alla Filarmonica, a un evento Red Bull Il Flying Back al moderno centro culturale Heydar Alyev e nella mia lista di cose da fare mancano ancora un concerto di musica tradizionale al Mugam Theatre… La pallavolo? Sono molto soddisfatta delle mie compagne, la squadra è forte e sono tutti ottimi professionisti, la società non ci fa mancare nulla, per ora siamo seconde a un punto della capolista e in piena corsa per la coppa Cev, e all’attivo abbiamo tutte vittorie e una sola sconfitta 3 a 2. A chi mi chiede, se sono sicura di stare bene in Azerbaijan, rispondo che sto benissimo, li voglio rassicurare che non sono finita nella desolata steppa russa al confine con le guerre e che anzi, la città non solo è moderna e confortevole, ma è piena di telecamere, non ha praticamente criminalità.

 

 

Valeria Rosso a Baku

 
SICUREZZA — Baku è tra le città più sicure al mondo e si può passeggiare in qualunque zona a tutte le ore del giorno e della notte senza temere di essere aggrediti o derubati, e vi dirò di più, se perdete il portafoglio, come è capitato a me, e lo ritrova un azero, vi busserà alla porta per riportarvelo dopo aver letto l’annuncio fatto dalla polizia sul giornale locale. Adesso, dopo 22 anni di volley giocato ho avuto la mia prima settimana di vacanza natalizia e la sto trascorrendo sulle montagne del Caucaso Azero. Soddisfatta anche di questa scelta. Felice 2015 a tutti!!!

 

 

 
Valeria Rosso

“KarabakhİNFO.com”

 

 

09.01.2015 17:13

Lascia un commento:

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*