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UNA SIGNORA ARMENA DI BAKU: “ NON POSSO VIVERE TRA GLI ALTRI POPOLI TRANNE GLI AZERI- CRIMINALI INNOCENTI

12.01.2015 | 11:40

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L’interlocutore del progetto “Criminali Innocenti” della rivista elettronica internazionale “KarabakhINFO.com” è una signora d’origine armena, residente a Baku- Marita Asgarova

 

 

Dopo il conflitto del Nagorno Karabakh alcuni armeni di Baku durante il censimento del 1999 effettuato dal Comitato Statistico Statale non hanno esitato a nascondere la loro identità nazionale. Secondo il sondaggio di allora il numero totale degli armeni che vivevano in Azerbaigian, a eccezione del Karabakh, aveva raggiunto la cifra di 700. Quindi, a quel tempo solo 700 armeni tra gli azeri avevano dichiarato pubblicamente a quale nazione appartenevano effettivamente.

 

 

Ma i vari funzionari statali, i membri in tempi diversi, in diversi stand molte volte hanno notato che tra di noi ci sono abbastanza armeni e la cifra al riguardo pronunciata molto spesso era 30 mila. In realtà, la quantità più o meno non importa molto. Infatti, ci sono ancora armeni nel nostro paese che godono degli stessi diritti dei cittadini azeri. Invece in Armenia è impossibile vedere un azero.

 
Purtroppo l’Armenia ha perseguito una politica di pulizia etnica contro gli azeri , così sono stati espulsi dalle loro case.

 

 

Va sottolineato che in Azerbaigian ci sono120 mila 306 armeni. Questa informazione viene riportata nella lettera ufficiale del Comitato Statistico Statale. È stata una risposta alla domanda fatta dal KarabakhInfo.

 

 

Tenendo conto della maggiore probabilità di vivere a Baku e intorno a Baku, abbiamo parlato con alcuni armeni delle loro condizioni di vita, le loro ragioni per aver scelto l’Azerbaigian per vivere e altre questioni.

 

 

“Ho già dimenticato di essere armena”

 

 

Entriamo nel cortile dal cancello di ferro. Questa casa è lussuosa, bella, ordinata rispetto a quella di Janetta. Appena vediamo una donna di mezza età parlare ad alta voce in modo insodisfatto, già è chiaro chi intervisteremo.

 
“Non so dove sia apparsa questa intervista, è da un centinaio di anni che vivo qui, e non c’è stato nessuno a chiedermi una volta chi sono e che faccio nella vita?! Ora invece, sono venuti perchè hanno saputo che sono armena e per questo devo parlare? Bla bla bla.Non sono armena! Ho vissuto qui per molti anni, quindi in me non sono rimasti segni armeni! Come faccio a parlare di loro ( qui implica armeni –N.Q)! Non ne ho visto nessuno”.

 
– Ma Lei non è armena?

 

 

– Chi lo dice? Ho aperto i miei occhi qui -La signora trasale per la domanda improvvisa

 
– In ogni caso, Si presenti, vorremmo sapere chi è Lei…

 

 

– Sono Asgarova Marita, il nome di mio padre è Yashar. I miei genitori erano armeni del Karabakh. Hanno vissuto nel villaggio Khindiristan del distretto Stepanakert ( Martina nomina Khankendi come Stepanakert). Prima della mia nascita si sono trasferiti nell’insediamento Gizildas, a Baku. Nel 1963 sono nata io. Ho iniziato la scuola elementare qui. A 16 anni mi sono sposata.

 

 

Come ha conosciuto suo marito? Tenendo conto che lui non era della sua nazionalità, e che, quindi, sarebbe stato difficile sposarsi?

 
– Mio marito ed io eravamo vicini di casa. Allora quando ci si sposava non si badava seriamente alla questione di nazionalità, a differenza di oggi. Perciò non avevamo affrontato qualche ostacolo. Amandoci ci siamo sposati. Nel 1980 mio marito mi ha preso e siamo scappati. Dopo un anno è nato nostro figlio, di seguito due figlie.

 

 

“Faccio la preghiera obbligatoria (ṣalāt), il digiuno

 

 

– Tra i vicini ci sono quelli che sanno a quale nazionaltà Lei appartiene e quale atteggiamento provano verso di Lei

 

 

– Sono nata a Baku. È da un sacco di anni che vivo qui. Per questo tutti mi conoscono, ed abbiamo rapporti normali. Non mi hanno dimostrato un atteggiamento diverso rispetto agli altri. Da quando ho aperto i miei occhi al mondo li ho visti. Non mi sono mai sentita isolata da loro. Ecco perchè mi è sembrato strano rilasciare l’intervista come armena. Ci ho pensato ed mi sono detta ma quale differenza ho dalle altre persone per cui vogliono chiedermi qualcosa. Ho già dimenticato di essere armena.

 

 

– Come mai non ha cambiato il suo nome? Alcuni armeni che abitano in questa parte l’avevano già sostituito con l’altro.

 

 

– Infatti non l’avevo cambiato. La maggioranza mi chiama o come Rita o come Meryem (Maria). Non so cosa posso dire su quelli che l’avevano fatto. Sono una persona religiosa.Faccio la preghiera obbligatoria(ṣalāt) e volontaria, il digiuno. Sarebbe un peccato per me se parlassi di ciò di cui non so nulla. La mia fede è musulmana, ed adoro molto questa religione.

 

 

A proposito, vorremmo sottolineare che tutti gli armeni che abbiamo intervistato, appena la conversazione è iniziata, hanno detto che hanno accettato la religione islamica e che sono diventati persone religiose.

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“NON POSSO VIVERE TRA GLI ALTRI POPOLI TRANNE GLI AZERI”

 

 

– Ha legami con i parenti che vivono all’estero?

 

 

– Non ho parenti, tranne due sorelle, che vivono in Russia.

 
– Come mantiene il contatto?

 
– Zero. A volte chiama mia sorella. Non c’è una marea.

 
– Non vorrebbe andarci?

 

 

– Perché dovrei andarci, qui ci sono già i nipoti, ho tutto ciò che può dare Dio all’uomo nella vita. Non ho bisogno di nessun altro. Così neanche per forza ci andrei. L’Azerbaigian è la mia patria… Non posso vivere tra glı altrı popolı tranne gli azeri. La mia vita finirà qui.

 

 

– Essendo cittadino dell’Azerbaigian a favore di quale parte lei vorrebbe che la soluzione sia fatta?

 

 

– Voglio che le terre si consegnino, la guerra finisca e come prima tutti vivano in pace.

 

 

– Con questo Lei intende gli azeri assieme agli armeni?

 

 

– Si, esatto. Che finisca la guerra

 

 

– L’attuale situazione dell’ARMENIA….. (Sig.ra Marita capisce la nostra domanda, così non permettendoci di continuare risponde subito)

 

 

– Non seguo nessuna informazione legata all’Armenia. La moglie di mio figlio è testimone che a me non interessa niente di queste cose. Alla televisione ascolto solo cantanti del Mugam

 

 

– C’è qualche tradizione lasciata dai suoi genitori che ricordate durante le feste ?

 

 

– Solo questa famosa festa della Primavera (Novruz). Ricordo che ci scambiavamo dei regali. Niente altro.

 

 

“Lei non si considera armena”

 
Nel frattempo, in un angolo della casa non sfugge alla nostra attenzione quell’ “albero di Natale” addobbato. La Sig.ra Marita dice che l’ha fatto su richiesta i nipotini. Durante l’intervista non voleva citare il nome della sua nazionalità. Questo si sentiva chiaramente.

 

Le abbiamo ripetutamente chiesto a proposito dell’identità nazionale dei mariti delle sue sorelle, dicendo “sono di Baku” voleva chiudere il discorso. Alla nostra domanda “Sono armeni di Baku” ha detto sia “si” che “no”. Tuttavia, con grande difficoltà, abbiamo appreso che ci sono due sorelle oltre a lei che si sono sposate con degli armeni residenti a Baku, e che sono andati in Russia all’inizio del conflitto e ora vivono lì. La Sig.ra Marita non ha dato una risposta chiara neanche a quella “ Mantiene il contatto con loro?”.

 

 

– Come ricorda il 1988, l’ inizio del conflitto, e molto probabilmente, c’era la paura dentro di Lei?

 

 

– Certo, ero preoccupata per la sorte dei bambini. Sia lode a Dio, li ho sistemati ed ora vivono completamente sicuri.

 
Terminata la conversazione con la sig.ra Marita, ci aspettava fuori la moglie azera del figlio di Marita e ci chiede scusa per il trattamento della suocera prima dell’inizio della conversazione: “Non la giudicate, per cortesia. Finora, nessuno ha parlato a lei della sua nazionalità , né chiunque si è interessato a questo proposito. Pertanto, è strano per noi. Perché non si considera un armena. “

 

 

Un altro fatto è che siamo faccia a faccia. Ancora una volta, siamo convinti che le suocere armene promettono ancora molte sorprese per generi e nuore azeri.

 

 

Continua…

 

 

 

 

Naiba Gurbanova

KarabakhINFO.com

 

 

12.01.2015 11:40

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