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Mirza Jalil “Omelia dell’akhund e del sacerdote”

31.01.2015 | 10:37

celil memmedquluzade

Mirza Jalil scrive: c’è un paese nella gubernia di Yerevan che si chiama “Samanliq”. La metà della gente di questo villaggio è armena, l’altra metà è musulmana.

 

 

 

 
Un giorno come ospite sono andato sul cavallo da Rahim, proprietario del paese. Era estate. Dal cavallo alto vedevo tutti i cortili che erano circondati dalle piccole mura. In un giardino una donna armena dava cibi al pollame, in un altro una musulmana lavava i piatti, in un altro un ragazzino armeno leggeva un libro posandosi sull’ombra dell’albero. In un altro un ragazzino musulmano giocava con un gatto alla cui coda aveva attaccato una corda che tirava e correva per il giardino e il gatto stava muovendo all’indietro.

 

 

Alcuni armeni erano seduti all’ombra di un grande albero di gelso e mangiavano. Un sacerdote in piedi alzando una mano parlava. Volevo passare, ma ad un tratto ho sentito una parola. Per questo mi sono fermata. Il sacerdote ha detto ad alta voce: “Hayreniq, hayreniq, hayreniq!” (hayreniq in armeno vuol dire “patria”)

 

 

Perchè capisco l’armeno. Cosi mi sono fermata a dare ascolto alle parole del prete. Poi ho sentito parlare qualche musulmano. Così ho spinto il cavallo in avanti e ho visto all’incrocio della via, 4 musulmani seduti all’ombra del muro. Uno di loro era Akhund Mullah Gurbangulu Mullah Gurban Aliyev. Lo conoscevo da molto tempo , era dell’Iran. Lui teneva in mano un libro. Lo leggeva e la gente ascoltava con grande attenzione.

 

 

Il sacerdote diceva queste parole ai paesani a gran voce: “La nazione armena nel mondo, ha tre cari figli ” patria “, ” nazione ” e ” lingua”e quanto siete in grado di essere sacrificati per questi tre amati bambini, nè soldati dell’Impero ottomano e curdi, né la Russia o qualcuno altro riuscirebbe a danneggiare l’ ideologia della nazione armena “.

 
Poi ho udito la voce di Gurbangulu. Mullah leggeva queste parole nel libro: Se qualcuno nel sogno vede “həcəmət”(nella medicina popolare: un metodo di trattamento dei malati per prendere il sangue dell’uomo mettendolo nel boccale) non sarà mai sottoposto a sfortuna e malattia.

 

 

Il sacerdote: “O miei fratelli e sorelle armeni. Il mondo da quando è stato creato il popolo armeno da tante nazionalità diverse e tribu, è stato oppresso, schiacciato sotto il ferro dei cavalli come formiche in fondo. Tuttavia, anche in procinto di morire tutti gli armeni fino all’ultimo respiro hanno detto: “Patria, Patria, nazione, hayreniq”. Miei fratelli e sorelle, quanto siamo pronti a morire per la patria, la nazione e la lingua saremo sempre a disposizione di proteggerle anche se tutte le tribù del mondo alleandosi contro di noi. Viva la nazione armena che è pronta a morire per la patria, vivano i nostri fratelli che sono stati uccisi per lei. Va, va, hayreniq “.

 

 

Mullah Gurbangulu diceva ai paesani: “è peggio stare sotto l’albero, al bordo dell’acqua, altrimenti il fantasma, demone, diavolo possono fare del male all’uomo. Mercoledì, Sabato e nei giorni singolari (lunedì,mercoledì,venerdì e domenica) non andare al cimitero, perchè questi giorni demoni e diavoli si radunano al cimitero e fanno la festa, se vedono delle persone le fanno del male. Se ad una persona capita lo stesso incidente, non perdendo il tempo venga da me che per tempo gli scrivo la preghiera “Heft Hesar” .

 

 

 

 

“KarabakhİNFO.com”

 

 

31.01.2015 10:37

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