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OSCE non è in grado di trovare la soluzione a questo problema

31.01.2015 | 10:53

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“ Se le organizzazioni internazionali dimostranno la loro indifferenza verso la questione degli ostaggi azeri e se per questo chiedono scusa, allora che importanza hanno tali organizzazioni ?”

 

 

 

 

L’atteggiamento indifferente dell’Unione internazionale sull’invasione del Karabakh già si vede chiaramente nel caso di Dilgam Alasgarov e Shahbaz Guliyev che vengono tenuti ancora come ostaggi in Armenia . A questo proposito il governo azerbaigiano si è rivolto ufficialmente a 7 organizzazioni internazionali, il segratario delle Nazioni Unite, i presidenti del Consiglio Europeo, dell’Unione Europea e dell’OSCE, il presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa, il Commissario supremo dell’ONU per i rifugiati, i presidenti delle Commissioni per i diritti umani. Ma non si è fatta alcuna dichiarazione sulla questione. Ali Hasanov, vice primo ministro, presidente del Comitato di Stato per gli affari di rifugiati e profughi ha detto ai media che se le organizzazioni internazionali dimostreranno la loro indifferenza verso la questione degli ostaggi azeri e se per questo chiedono scusa, allora a chi serviranno tali organizzazioni?

 

 

Secondo le sue parole ogni organizzazione internazionale ha il proprio compito che deve eseguire: “Purtroppo, non lo esercitano oppure non sanno come farlo. La maggior parte di esse è stata istituita da alcuni stati perchè faccia il suo lavoro in modo comfortevole. Dilgam Asgarov e Shahbaz Guliyev sono uomini che amano la loro patria ed il loro popolo. Rischiando la loro vita andavano alle terre natali per visitare le tombe dei loro ed il villaggio. Abbiamo presentato questa verità a tutto il mondo. Tuttavia, l’Armenia non smette le sue azioni fasciste (il suo vizio) e continua a violare tutte le norme dei diritti internazionali.”

 

 

“Dove sono la vostra giustizia, le norme del diritto internazionale?”

 

 

Atti inumani degli armeni e l’atteggiamento indifferente delle organizzazioni internazionali nei confronti degli ostaggi sono condannati dal pubblico azerbaigiano.

 

 

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Jeyhun Alakbarov, presidente dell’Unione Pubblica per il riconoscimento delle realtà sul genocidio in una sua dichiarazione a “KarabakhİNFO.com” ha criticato il processo giudiziario aperto dagli armeni per il caso di Dilgam Asgarov e Shahbaz Guliyev: “Le organizzazioni non governative locali e la diaspora dell’Azerbaigian devono mettere tale questione all’ordine socio-politico del giorno del mondo. Non si deve essere insensibili al destino dei nostri connazionali. Le organizzazioni internazionali devono dargli una risposta severa per le violazioni commesse. Soprattutto, il Commissario Supremo per i diritti umani ed il Gruppo di Minsk dell’OSCE si devono opporre.”

 

 

J. Alakbarov ha detto che la posizione delle organizzazioni in questo caso non è soddisfacente, quindi questo tipo di comportamento giustamente crea insoddisfazione nella comunità azera: “Il silenzio e il rapporto apatico di un certo numero di organizzazioni internazionali a questo problema che sostengono apparentemente i diritti umani e che cercano di tenere l’Azerbaigian sotto pressione sono sicuramente una vergogna. I nostri connazionali che vogliono andare a visitare le proprie terre natali, le tombe dei famigliari sono presi in ostaggio dalle forze armate armene e così si fa una assurda scena giudiziaria contro gli azeri. E le cosidette organizzazioni non fanno niente altro che guardare questo spettacolo. Quando hanno l’occasione senza vergognarsi iniziano a parlare dei diritti umani. Ma Quando si tratta di Dilgam Alasgarov e Shahbaz Guliyev dei diritti umani non se ne ricordano più. Dove sono la vostra giustizia; le norme del diritto internazionale? Tutto questo conferma ancora una volta che alcune organizzazioni conducono una politica basata sugli standart ambigui nei confronti del nostro paese. Questo tipo di rapporto anzitutto porta danni a loro stesse e le fa diventare non autorevoli. In seguito la Comunità azera le considera frivole”.

 

 

Lui ha aggiunto che Dilgam Asgarov e Shahbaz Guliyev non hanno fatto niente di illegale: “Hanno visitato le tombe dei famigliari in Karabakh, la loro patria storica. Il processo giuridico aperto su di loro non ha nessuna ragione giuridica. È falso. Chiamo tutte le organizzazioni ad approcciarsi al problema nel quadro delle norme e dei principi dei diritto internazionale ed agire in modo equo.”

 

 

“Chiudendo un occhio per le violazioni riducono a zero le loro autorità”

 

 

Ramiz Aliyev

L’analista politico Ramiz Aliyev ci ha detto che alcune organizzazioni internazionali, negano tutto ciò che è vero e che riguarda il nostro paese e prendono decisioni che servono gli interessi loro e dei paesi che pronunciano pregiudizi e dichiarazioni contro l’Azerbaigian: “ I nostri cittadini che sono in cattività soffrono così tanto che nessuno può immaginare. Nell’ estate dello scorso anno tre dei nostri connazionali quando sono andati nella propria patria per trovare le tombe dei loro cari sono stati presi in ostaggio da bande armate di terroristi armeni. Uno degli ostaggi è stato ucciso, gli altri due sono sottoposti a torture disumane. Sebbene la regione di Kalbajar sia riconosciuta e approvata da organizzazioni internazionali come il territorio dell’Azerbaigian, questa corte stabilisce la cosa illegale. Ancora una volta siamo convinti che né le organizzazioni internazionali, né i loro diritti e le leggi assumono valore.”

 

 

R. Aliyev pensa che le organizzazioni internazionali chiudendo un occhio per le violazioni riducono a zero le loro autorità. “Loro devono essere ben informate che il popolo azero protesta per le ingiustizie fatte, le politiche indifferenti delle loro rappresentanze nel suo confronto e che le accusa per non essere al suo fianco. Si deve creare la possibilità di diffondere questo tipo di manifestazioni fino alle sedi principali di tali organizzazioni. A mio parere questi passi vanno fatti non soltanto da parte dello stato, allo stesso tempo, partiti politici, organizzazioni non governative e famosi mass media devono mobilitarsi al riguardo. Naturalmente, nella questione dovrebbe esservi la solidarietà del governo e dell’opposizione! Se l’opposizione davvero ama il popolo azerbaigiano e si considera azero dovrebbe aderire a questa iniziativa”.

 

 

Mutellim Rehimli

Questo “processo giudiziario” era un atto morale terroristico contro Dilgam Asgarov e Shahbaz Guliyev”

 

 

Il vice presidente del Partito Giustizia Mutellim Rahimli ha dichiarato al nostro sito che le organizzazioni internazionali, sopratutto l’ONU e l’OSCE,mediatore nella risoluzione del conflitto del Nagorno Karabakh si mette una posizione neutra rispetto alla questione dei nostri due connazionali. “ Infatti, i territori dell’Azerbaigian sono stati invasi. In una situazione così, di quale mediazione e di quale rimandamento si parla? È necessario che si diano da fare per sgombrare le terre occupate dagli invasori e gli debbano far richiesta di risarcimento. Purtroppo loro non operano in questa direzione. Sia i mediatori che altre organizzazioni, tutti quanti dimostrano sempre una posizione a favore della parte armena. Quasi tutte le organizzazioni internazionali , i grandi stati hanno reagito subito quando l’esercito azerbaigiano ha colpito l’elicottero armeno che volava illegalmente sui nostri territori. Ma purtroppo, nessuno di loro ha voluto analizzare perchè l’elicoterro del paese nemico (armeno) volasse sull’Azerbaigian. Più che condannare l’Armenia per la sua azione illegale hanno preferito accusare la parte azerbaigiana che giustamente ha dovuto evitare una situazione che avrebbe potuto provocare danni gravi. Quando i cittadini azerbaigiani vanno a visitare le terre dove erano cresciuti vengono uccisi dagli armeni o presi in ostaggio e in questo caso tra di loro non si trova nessuno che reagisca. Anche se Kalbajar appartiene all’Azerbaigian, non chiedono agli armeni perchè i cittadini azerbaigiani all’interno dei propri confini riconosciuti a livello internazionale sono sottoposti a violazioni. Così gli armeni non ricevendo nessuna reazione,tranquillamente hanno stabilito un processo giudiziario sui nostri connazionali che non è altra che propaganda”.

 

 

A suo parere, la “corte” è stata il terrore morale contro tali persone: “Naturalmente, le organizzazioni internazionali, l’OSCE che espongono un tale atteggiamento ingiusto non sono in grado di risolvere questo problema. Pertanto, l’Azerbaigian basandosi sul suo potere attraverso la guerra dovrà liberare i territori occupati. Lo ammette di nuovo il comportamento delle organizzazioni internazionali. ”

 

 

Infine, va notato che alle organizzazioni internazionali superare le questioni sugli ostaggi con soggettività sembra una sfida globale. La durata della convinzione di queste organizzazioni era già finita con un approccio ingiusto rispetto all’occupazione del Karabakh. Sarebbe una vera stupidaggine attendere un rapporto leale verso i proprietari delle terre ancestrali dalle organizzazioni che si avvicinano indifferentemente all’invasione dei territori. Concordo sul fatto che siamo tolleranti a proposito della loro ingiustizia, o speriamo che saranno più trasparenti. Ma la maggiore tolleranza la dobbiamo mostrare non a loro, ma agli esseri umani. Se le organizzazioni che tengono in mano la bandiera dei diritti umani tacciono a coloro che calpestano l’umanità , allora questa non è più la bandiera e diventa uno strumento.

 

 

 

 

Fuad Huseynzade
“KarabakhİNFO.com”

 

 

31.01.2015 10:53

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