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Armeni al fine di realizzare il Genocidio a Khojaly hanno preso di mira Garadaghly per fare pratica

17.02.2014 | 16:52

 1392641341_eyvazPresentiamo l’intervista del governatore del distretto di Khojavend, Eyvaz Huseynov alla rivista elettronica internazionale, “KarabakhİNFO.com”

-Sig.r Eyvaz, Lei è anche il veterano della guerra del Karabakh. Era il comandante della frazione di tutela di Khojavand. Secondo Lei, qual era la ragione principale della tragedia Garadaghly?

 

– Prima di tutto, vorrei notare che il 2 Ottobre 1992 la regione di Khodjavand era occupata dalle forze armate armene. In seguito all’aggressione armena contro i residenti del distretto, sono state uccise 145 persone. Si tratta di uno dei  50 distretti della popolazione azerbaigiana della regione. Più di 300 residenti hanno problemi di salute. Attualmente gli abitanti di Kodjavand si sono stabiliti  come sfollati nelle 36 regioni del paese.

 

Garadagly è uno dei villaggi che aveva subito la massima perdita sotto l’aspetto del numero della popolazione e aveva fatto la più grande strada della battaglia. Nel complesso, il paese Garadagly situato attorno a quasi 20 villaggi armeni si trovava sulla strada dell’ex Stepanakert, Martuni. E’ da 4 anni che gli armeni non passano da questa strada, quindi utilizzano altre strade costruite nei villaggi armeni. Gli abitanti del villaggio Garadagly che difendevano il loro villaggio da soli, hanno combattuto per ogni pietra, per ogni roccia della propria patria.

 

Allora il cerchio di Garadagly veniva completamente stretto. Quindi, ciò che si trovava a 12 km dal villaggio Khojavand è stato invaso il 19 dicembre 1991. Il villaggio Malibayli, situato vicino, è stato bruciato il 12 febbraio 1992. Era chiaro che l’obiettivo successivo fosse Garadagly. La Situazione nel paese diventava dura, ogni minuto si stava avvicinando il giorno in cui sarebbe stato commesso un genocidio. I rapinatori armeni in direzione di Kankhurd, Qagarza, Agkand, Ashan, Muskabad, Stepanakert (Stepanakert) e di altri villaggi utilizzando stranieri assunti per l’occasione, e la tecnologia e la frazione della truppa 366 dell’esercito sovietico sistemato a Khankendi hanno attaccato il villaggio Garadagly dove erano stati tagliati tutti i mezzi di connessione e che era rimasto senz’aiuto. Gli abitanti di Garadagly forniti di una piccola quantità di armi semplici sono entrati nella battaglia irregolare con la parte armena

 

-Quali tipi di tortura sono stati commessi dagli armeni contro la popolazione civile nel corso del Genocidio Garadagly?

 

Per quattro anni Garadagly è stato attaccato da parte armena, per ogni giorno, nel villaggio, è successo un sanguinoso evento . Il 17 febbraio del 1992, durante l’occupazione del villaggio Garadagly 118 persone sono state catturate, 33 persone sono state fucilate dagli armeni, quelli che erano morti o feriti venivano buttati insieme in un pozzo e gettavano terra su di loro per seppellirli bene. Lo stesso giorno del massacro è avvenuto proprio davanti agli occhi di Huseynov Vidadi Gardashkhan che era rimasto vivo per caso. L’orrore della tragedia era che il padre, la madre, il fratello, i parenti si sparavano davanti ai loro occhi. Anche nei villaggi armeni situati sulla strada che portava a Garadaghli – Khankendi gli azeri venivano scesi dalle automobili e venivano  uccisi davanti agli occhi di tutti.

68 persone che  erano state prese in ostaggio sono state uccise, ne sono state salvate con grandi difficoltà 50, tra cui 10 donne, 2 alunni. 18 sono morti per le ferite. I trattamenti di vandalismo brutale, tagliare le teste, seppellire persone vive, estrarre i loro denti, mantenerle senza cibo e acqua, ucciderle picchiandole era un crimine commesso contro l’umanità. Nel villaggio da ogni 2 famiglie sono state uccise 4 persone, da 6 famiglie 2 o 3 persone sono uccise. 43 famiglie hanno perso il loro capo e una famiglia ha perso tutti e due i genitori, 146 bambini sono rimasti senza genitori. Nel villaggio Garadagly sono state uccise 91 persone, tra cui  21 adulti e anziani, 10 donne, 8 alunni.

 

A causa dell’invasione 200 abitazioni, una casa di cultura, scuole locali di 320 posti, un ospedale e numerosi oggetti sociali erano distrutti.

 

– Quali porte ha aperto l’invasione di Garadagly per la tragedia Kojaly?

 

– A tutti i costi gli armeni tentavano di occupare il villaggio nel mese di febbraio. Garadagly è stato sempre in pericolo. Monte Melkonian guidava l’operazione di occupazione del villaggio. Dopo una lunga lotta, hanno invaso il paese. Dopo di questo arrivava l’attacco a Kojaly. Gli Armeni dalla direzione di Agdam per prevenire il pericolo o al fine di muovere la dislocazione dovevano conquistare  Khojaly che era come un osso rimasto in gola. Perciò Khojaly era un ostacolo per realizzare i loro piani malintenzionati. Gli Armeni al fine di realizzare il Genocidio a Khojaly hanno preso di mira Garadaghly per fare pratica.

 

– Cosa ci mancava per tutelare Garadagly?

 

Abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere per Garadagly. Nel mese di ottobre ci siamo recati per un certo periodo di tempo. Nei mesi di gennaio e di febbraio del 1992, quando gli armeni facevano attacchi a Garadagly, allo stesso tempo abbiamo attaccato due volte verso Martuni. La popolazione di lì era di piu. Per difenderlo, nel complesso, è stato un compito difficile. A quel tempo non c’era nessuno per aiutarci.

 

-Voremmo sentire le Sue opinioni sull’indifferenza della Comunità del mondo contro il genocidio Garadagly, in generale  i genocidi contro il nostro popolo. Da questo punto di vista come vorrebbe riferirsi all’arena internazionale?

 

– La comunità internazionale ha chiuso gli occhi davanti alle nostre tragedie. Sembra che il mondo sia cieco. Le organizzazioni internazionali conducono standart ambigui. Essendo le persone che hanno subito il genocidio chiediamo alla comunità globale di  riconoscere la realtà. Non vogliamo che ci sostengano, ma che sostengano la giustizia. In altre parole, l’invasione della regione del Nagorno-Karabakh e 7 regioni circostanti è stata realizzata con i genocidi. Li hanno effettuati quasi in tutti i villaggi. Pertanto, chiediamo alla comunità internazionale, di riconoscere la vera faccia degli armeni.

 

 

Fuad Huseynzade

 

“KarabakhİNFO.com” 

 

17.02.2014 16:52

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