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Briliant Dadashova: “Non canto la canzone la cui nazione nom amo”

11.02.2014 | 12:41

1392107661_1391429172_img-20140128-wa0019L’artista onorata del popolo della Repubblica dell’Azerbaigian, Brilliant Dadashova ha condotto l’intervista presso l’ufficio della edizione di “Karabakhinfo.com”, una rivista elettronica internazionale. Si sono discussi diversi tema con la signora Brilliant. Abbiamo parlato sopratutto del pattriottismo, l’azerbaigianismo e  di trasmettere le realtà riguardanti  il conflitto del Nagorno Karabakh al mondo.

 

– Sig.ra Brilliant, è evidente che la musica azerbaigiana è molto ricca. Anche  Lei  come cantante ha goduto di questa ricchezza. In particolare le canzoni dedicate al patriottismo nella sua interpretazione sono attraenti. Cosa vuol dire la patria per Lei?

 

Comunque la patria per me vuol dire  la stessa cosa per chi ama la propria terra e la propria nazione.

 

Indipendemente  dalla nazione, dalle credenze e dalle convinzioni, tutti gli esseri umani amano la propria patria. “Non esistono uomini che non amino la propria patria; se ce ne sono, essi non possiedono coscienza”. Il nostro libro sacro, il Corano, dice che  fate la corsa per fare del bene. Ci dovrebbe essere una buona concorrenza tra le nazioni.

 

Brilliant Dadashova: “ Non canto la canzone la cui nazione non amo”La concorrenza dovrebbe essere negli ambiti di cultura, d’arte e di sport dove non dovrebbe esistere  inimicizia. I rappresentanti di ogni popolo devono amare la propria patria, lo stato, la cultura. Anch’io amo il mio popolo. Nel corso dei miei concerti ho visto un forte interesse per la nostra  musica e cultura. Coloro che si rivolgono alla musica azerbaigiana sono attacanti appassionatamente alla nostra cultura. Uno ama di nascosto,  uno in modo esplicito .  A me non interesserà la cultura la cui nazione non amo, neanche canterò la canzone .

 

–  Il Karabakh è un grande dolore del popolo dell’Azerbaigian. Anche Lei canta alcune canzoni indirizzate al Karabakh. Quali sentimenti prova quando le canta?

 

– Nel 1988, quando la foresta Topkhana è stata distrutta da parte dei nostri vicini traditori, ho dimostrato il mio combattimento contro essi con la musica. A quel tempo ho interpretato la canzone “Bizə birlik gərəkdir”(Abbiamo bisogno di unità)

 

Hey, hey miei eroi,

Scappino i nemici

con disperazione,

La salvezza è insieme,

C’è bisogno di unità.

Alla terra azerbaigiana

La mobilitazione  è necessaria

 

 

Brilliant Dadashova: “ Non canto la canzone la cui nazione non amo”Come ho notato prima, lo noto anche adesso: alla terra dell’Azerbaigian è necessaria la mobilitazione. Dal mio primo anno all’Università sono solista della Televisione Statale dell’Azerbaigian.  Il direttore del AzTV  convocandomi al suo gabinetto mi ha chiesto : chi intendi interpretando questa canzone? Uno è il nostro fratello, l’altro è il nostro vicino..

 

Poi mi ha criticato perchè io nella mia interpratazione avevo detto “ fuggano i nostri nemici nella disperazione”. Ma li ho fatti tacere con una giusta risposta. E ho continuato la mia battaglia. La mia prima lotta è iniziata con la canzone “Bizə birlik gərəkdir”(“Abbiamo bisogno di unità”). Di seguito ho interpretato la canzone “Heykellər”(“Sculture”). In questa canzone ho voluto criticare per quale ragione esistevano le sculture delle persone estranee assolutamente alla nostra patria come Lenin e Kirov.

 

Ma i poliziotti li proteggevano con un controllo molto stretto. Nonostante tutti i divieti, abbiamo girato clip davanti a tali sculture. E così nella canzone abbiamo evidenziato perchè non c’erano le sculture di Babek e di Dede Qorqud. Poi ho cantato  la canzone “Sono dell’Azerbaigian”

 

Di recente ho cantato “Il mio paradiso è il Karabakh” di Jahangir Jahangirov e Rafig Zeka. Come musicista ho questa potenza. Penso che anche questo è un tipo di combattimento. Quando ho cantato le canzoni come quelle “Sculture” e “Abbiamo bisogno di unità” ho visto la reazione delle persone intorno. Ritengo che ogni cantante debba condurre la sua lotta in questa direzione. Nella zona di frontiera ci sono stata molte volte. Ho incontrato i soldati che servono al fronte. Certo che non dobbiamo accontentarci solo di questi.

 

– Gli armeni  oltre ad avanzare  le  pretese sui nostri territori ed aver invaso le terre azerbaigiane, rubano anche la nostra cultura, la nostra musica e i nostri strumenti musicali. In questo senso essi tentano di appropriarsi delle nostre canzoni popolari e quelle dei nostri compositori. Voremmo sapere il Suo parere su questo punto.

 

Per esempio:“Vokaliz”, due canzoni popolari e la canzone “ Mio Novruz” di Vagif Garayzade. Abbiamo lavorato due mesi sulla canzone “Novruzum”. Oggi tra di noi ci sono persone che non hanno la testa per percepire la musica, l’arte e non riescono a comprendere completamente il messaggio della canzone. Però i nostri vicini malintenzionati le hanno considerate  piene di ricchezza e hanno desiderato cantarle. Ho interpretato “ Vokaliz” nel 2001. Nel 2005 una cantante armena chiamata Vartuni Vartanyan ha cantato “Vokaliz”, presentandola in un modo anonimo, e così ha nascosto che i diritti d’autore appartengono a me. Dopo un anno da quest’interpretazione lei è morta. Poi un’altra cantante armena, Sirusho si è rivolta a questa canzone mia. Si ha bisogno di sostegno per presentare la nostra propria cultura e l”arte ai paesi del  mondo.

– Come valuta i lavori svolti a livello ufficiale , relativi all’aggressione armena contro la cultura dell’Azerbaigian?

 

L’AGENZIA dei diritti d’autore è un organismo che effettua i suoi lavori solo sulla carta. Ci siamo abituati ad affidare qualunque lavoro fuori dalla nostra capacità sulle spalle di un altro. Non potrò fare tale disonestà. Siamo tutti colpevoli per questo fatto.

 

-Lei è una delle figure ben note dell’arte del pop moderno che sta ai primi posti. Usufruendo della sua autorità personale, a quali indirizzi ha mandato i fatti illegali di furto commesso da parte armena contro le canzoni azerbaigiane

 

Penso che da sola non è sufficiente. Io non posso farcela da sola. Ho bisogno di supporto.

 

 “Un cantante del paese nemico mi ha chiamoto per dire che è diventato cantante ascoltandomi”

 

– C’è  stato un momento in cui gli armeni  La ostacolassero nel corso dei programmi di concerto nei paesi esteri 

 

–  No, non ho subito nessun ostacolo. Anzi, hanno voluto scattare foto con me. I musicisti di quel paese mi telefonano per dire che ascoltano la mia canzone   “ Il Vento, perchè tiri così”. Nonchè una volta, un cantante armeno mi ha chiamato per dire che era diventato cantante ascoltandomi.

 

– Inoltre ha detto che ben presto vuole fare un duetto con me appena la guerra finisce. Sicuramente non si tratta solo delle mie canzoni, ma proprio della ricchezza della nostra musica, il motivo per cui i nostri nemici ci approcciano con ammirazione. Se i cittadini di un paese con cui siamo in guerra rispettano la nostra cultura, allora dobbiamo chiedere a noi stessi quanto la apprezziamo. Lodando falsi cantanti tramite falsi programmi televisivi umiliamo la nostra musica, non la apprezziamo.

 

“La maggioranza dei portavoci dello SHOW BUISNESS non ha posizione di cittadinanza”

 

– Sig.ra Brilliant, secondo Lei ci sono patrioti tra cantanti che rappresentano l’arena dello show biusness.

 

In generale, la maggioranza dei portavoci dello show biusness non ha posizione di cittadinanza. Molti di essi prendono bevande alcoliche e fanno vedere le proprie automobili, i gioielli. Purtroppo nessuno di essi dichiara la sua posizione di cittadinanza.

 

 “Mio figlio è un soldato nel cuore”

 

– Lei è madre di un figlio. Come vede suo figlio che va al servizio militare? 

 

Mio figlio studia all’ultimo anno di corso presso la scuola superiore. Lui vuole servire per la guardia di presidenza. Il tempo è brutto dove studia mio figlio. Gli raccomando  di non andare a ginnastica quando c’è  neve o bufera. Nella sua risposta mi dice “mamma, io devo essere forte per servire nella guardia di presidenza. Desiderei che mio figlio dopo aver finito lo studio, lavorasse come ufficiale. Mi dice che è un soldato nel cuore. Le sue parole mi commuovono (piange)

Esso mi dice sempre “Mamma tu vuoi che io porti a termine il mio servizio militare rimanendo in ufficio? Ma io non ci resterò, perchè io voglio diventare un soldato col cuore”. Un giorno, sull’internet mi ha fatto vedere il posto aperto per la guardia di presidenza e ha detto che avrebbe servito lì. C’è una serie di motivi per lui per essere pattriota. Uno di essi è quello di aver studiato in Turchia. Perchè è un grande orgoglio e onore per i ragazzi di quel paese andare a fare il servizio militare e rispettano tanto la bandiera, lo stato e il popolo. L’altra cosa essenziale è sentire i miei discorsi sulle vicende accadute alla nostra patria . Volevo che mio figlio diventasse ambasciatore. Penso che anche questo sia una lotta per la patria. Ma lui, invece, vuole essere un soldato.

 

– Generalmente, a casa Sua si è parlato spesso delle canzoni nazionali, del patriottismo. Così il suo bambino seguendo questi tipi di conversazioni è cresciuto con questa anima. La sua famiglia è grande. Se non mi sbaglio alcuni della sua famiglia avevano partecipato alla guerra… 

 

Anche i nostri famigliari avevano partecipato alla guerra, e  tra questi ci sono stati martiri. Quando mio figlio aveva 5 o 7 anni gli abbiamo detto che arrivava un fratello per lui. Ma non è arrivato. Nel tempo freddo, con l’ autobus superando alcuni chilometri di distanza  mi sono recata alle trincee, nel fango fino alle ginocchia ho dato concerti, davanti ai soldati ho cantato canzoni patriottiche. Nel corso di tali concerti tre volte ho perso i miei bambini di 4-5 mesi che aspettavo.

 

– Ha visitato molte volte la zona di battaglia. Cosa ne ricorda?

 

Sono commossa, quando alla frontiera do concerto dinanzi ai soldati. Ho cercato di non spezzare i loro cuori. Molto spesso ci mettono fretta per  salire presto in autobus per la lunga distanza. Ma se vedevo che c’era qualcuno che voleva scattare foto con me non lo rifiutavo mai.

 

– Coll’aiuto di Dio lo stato dell’Azerbaigian vinca in questa lotta e Il Karabakh sia restituito. Quale canzone preferirebbe cantare in Karabakh? 

 

Di recente si è preparata la canzone “Karabakh”, composta da Jahangir Jahangirov e Rafig Zeka che  tratta della bellezza del Karabakh. Come vorrei che il nostro stato vincesse ed io interpretassi questa canzone nella terra bella dell’Azerbaigian, in Karabakh.

 

Lei è un’artista onorata dal popolo azerbaigiano, da anziani a piccoli, tutti  La amano. Sopratutto le madri. Cosa consiglierebbe alle madri dei soldati?

 

Consiglierei loro di fargli sapere fin dall’ infazia che sono uomini. Un giorno mio figlio, a due anni è venuto da me lamentandosi che uno dei bambini del quartiere gli aveva detto qualcosa. Gli ho detto che lui era un uomo e doveva risolvere tutto da solo. Lo abbiamo fatto crescere con l’amore per la patria.

 

Brilliant Dadashova: “ Non canto la canzone la cui nazione non amo”– Per essere legati alla loro patria e per avere i cuori pieni d’amore per la patria, cosa direbbe ai nostri giovani?

 

La malattia di oggi è l’indifferenza e nei nostri giovani si sente. La malattia piu orribile è questa. Se non esistesse , le nostre figlie e figli sarebbero patrioti. Almeno sarebbe meglio che quelli presentassero la loro posizione di cittadinanza quando sono sullo schermo. Oltre alle automobili, marche, vestiti , guardino il mondo aprendo gli occhi chiusi.

 

– Secondo Lei come sono le canzoni d’oggi scritte e interpretate con sipirito patriottico ?

 

Nen 1988 era difficile cantare canzoni scritte con anima patriottica. Nonostante tutte quelle difficoltà ne ho interpretate. Allora mi dicevano che io sarei morta nelle carceri a causa del fatto che cantavo dinanzi alle sculture di Lenin e Kirov. Ma ho interpretato  le canzoni che volevo. Ma oggi, sebbene sia possibile cantare qualsiasi canzone , solo la parte minore sceglie canzoni con sipirito patriottico.

 

– Sulla scia degli ultimi anni cantanti dell’Azerbaigian prendono parte alla stessa cerimonia con artisti armeni. Fanno foto insieme e duetti. Come accoglie un atteggiamento di questo genere? 

 

Quando ero in Turchia, mi hanno detto di far foto assieme ad un cantante dei  nostri vicini malintenzionati. Ma non l’ho accettato.

 

 

 

Gunel Jalil

 

 

“KarabakhİNFO.com”

 

 

 

11.02.2014 12:41

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