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“Dietro l’Armenia c’è la forte lobby armena, dietro la diaspora azera c’è il forte e affidabile Stato dell’Azerbaigian”

27.06.2014 | 07:25

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Samira Patzer: “Allo stesso tempo, nel ricorso dell’organizzazione indirizzato a 300 membri del Parlamento europeo, si richiede che il Parlamento europeo esprima il suo parere sulla risoluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh, in conformità alle pertinenti norme internazionali, e che il 26 Febbraio 1992, il massacro commesso dagli armeni contro i residenti di Khojaly venga valutato come genocidio condotto contro l’umanità”.

Attualmente la diaspora azera è diventata un’ unità nazionale e spirituale per i nostri connazionali che vivono all’estero. Sopratutto attraverso diverse istituzioni pubbliche un gran numero dei nostri intellettuali si è unito nei paesi stranieri, per servire la loro patria.Questo in aggiunta al funzionamento più efficace della diaspora, svolge un ruolo importante nel plasmare l’immagine politica.
Questa volta, il nostro interlocutore è Samira Patzer Ismayilova, presidente del Congresso degli azeri in Europa, che è considerato la più grande istituzione nell’area europea , direttore esecutivo del Centro di Coordinamento degli azeri in Germania

– Samira Aliyeva, il Congresso degli azeri in Europa (CAE) piuttosto che cosa ha scelto di concentrarsi sulle loro attività principali?

CEA lavora piuttosto in direzione dell’introduzione della Repubblica dell’Azerbaigian, della propaganda sul conflitto del Nagorno-Karabakh e il genocidio Kojaly, gli eventi del 20 gennaio e del 31 marzo, della pubblicizzazione di qualsiasi forma di ingiustizia contro il nostro paese. Uno dei nostri obiettivi principali è quello di evitare le attività sporche della lobby armena contro l’Azerbaigian. Un altro scopo è quello dare ampio spazio al lobbismo insieme alla funzione di diaspora nell’attività di questa grande organizzazione .

– Quale momento è stato più memorabile dell’ attività di quest’anno?

Della nostra attività ramificata, la cosa più importante nel febbraio di quest’anno è stato il nostro appello con la dichiarazione e la richiesta riguardante ” il Riconoscimento del genocidio commesso nel 1992 contro la popolazione di Kojaly come omicidio e la soluzione pacifica del conflitto del Nagorno-Karabakh”, a Elmar Brok, presidente della commissione per la politica estera del Parlamento europeo e a Elizabet Yeqqley, membro del Comitato dei diritti umani. Allo stesso tempo, nel messaggio dell’organizzazione indirizzato a 300 membri del Parlamento europeo, si richiede che il Parlamento europeo esprima il suo parere sulla risoluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh, in conformità alle pertinenti norme internazionali, e che il 26 Febbraio 1992, il massacro commesso dagli armeni contro i residenti di Khojaly venga valutato come genocidio condotto contro l’umanità”.

Inoltre, nell’appello è stato richiesto ad una commissione internazionale di esperti di indagare sul genocidio, ai capi di Stati membri del Gruppo di Minsk dell’OSCE di dimostrare tentativi nella risoluzione del conflitto armeno-azero del Nagorno-Karabakh e nel raggiungimento della pace. Alla fine del ricorso abbiamo affermato che la pace nel Caucaso meridionale è l’ unico mezzo per la convivenza tra i popoli i quali possiedono un luogo geografico comune, risorse naturali e un patrimonio culturale multisecolare e che contribuirà allo sviluppo.. Da questo punto di vista, alla finalità di dare un contributo alla via d’uscità pacifica della questione del Nagorno Karabakh, riferendoci alle decisioni e alle dichiarazioni adottate finora per la soluzione del conflitto abbiamo espresso la nostra speranza e la voglia di essere accolti accuratamente dal Parlamento Europeo .

– Allo stesso tempo, Lei è il direttore esecutivo presso il Centro di Coordinamento degli azeri in Germania (CCAG).Piuttosto in quale direzione lavora quest’organizzazione?

Questa organizzazione è stata stabilita perchè i nostri connazionali che vivono in Germania non siano distanti l’uno dall’altro, in modo da avere un rapporto stretto all’estero. Questa organizzazione rappresenta la Diaspora azera in Germania ed il nostro scopo è quello di unire strettamente tutti i nostri concittadini per la stessa idea-la Patria e la nazione e di promuovere in un modo più mirato le realtà del nostro paese .10555045_603019356478218_776047243_n

Quest’anno, il 22 febbraio in Germania, su organizzazione dell’Unione turco-azera, su sostegno dell’Ambasciata della Repubblica di Azerbaigian e in collaborazione del CCAG e del Centro di Pensiero Kemalista di Berlino-Brandenburgo, in occasione del 22 ° anniversario del genocidio di Khojaly, a Berlino presso il “Turkish House” abbiamo tenuto una cerimonia di commemorazione . Durante la cerimonia, un monumento Khojaly a Berlino è stato visitato. Inoltre, di fronte alla famosa “Porta di Brandeburgo” che si trova nel centro di Berlino abbiamo organizzato una manifestazione di protesta.

Alla manifetazione sono state utilizzate foto sulla tragedia Khojaly, sono stati utilizzati i manifesti che condannano le azioni sanguinose del nazionalismo armeno e lo slogan della campagna “Giustizia per Khojaly”. Attraverso un megafono la comunità si è informata del genocidio Kojaly nonché dell’occupazione delle terre azere dall’Armenia, , sono stati distribuiti opuscoli informativi ai residenti della città e ai turisti in tedesco e in inglese sul conflitto del Nagorno-Karabakh e la tragedia Kojaly. In realtà, non ci fermiamo al lavoro svolto in direzione nazionale. Come ogni anno, nei giorni in relazione alla memoria sanguinosa lavoriamo in un regime intenso.

– In media come è l’atteggiamento per l’aggressione armena nella società europea?

In passato, anche se siamo noi la parte lesa, è stato molto difficile farla accettare per la società europea, a causa della continua attività anti Azerbaigian della lobby armena ovunque. Ora la situazione è cambiata a nostro favore. I nostri connazionali rispetto al passato si sono organizzati bene, si sono stabilite istituzioni pubbliche per promuovere le realtà dell’Azerbaigian . Questi sono i maggiori ostacoli per le bugie armene. Infatti, l’attenzione e la cura del nostro governo alla diaspora è notevole. Sentire il supporto dello Stato ci dà stimoli per svolgere i nostri lavori. Una delle più grandi differenze tra gli armeni e noi a questo punto, è quello che dietro l’Armenia sostenuta finanziariamente c’è una forte diaspora armena e dietro la diaspora azera c’è il forte e affidabile Stato dell’Azerbaigian. Ne siamo molto orgoliosi.

Anar Turan

“KarabakhİNFO.com”

27.06.2014 07:25

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