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“Draghi”falsificati da armeni

15.02.2014 | 14:25

1392459833_1391768365_dragon-carpet-donatedIl tappeto che in passato aveva un ruolo chiave nella vita quotidiana degli antenati, poi usato come un esempio di decorazione nel corso del tempo trascorso, e poi diffuso in molti paesi, ha acquisito una vasta popolarità.

 

Tappeti azeri erano diffusi nei paesi lontani, ovviamente, per la loro eccellente qualità. La ricerca mostra che la produzione dei tappeti azeri a seconda della tradizione letteraria, materie prime (lana, seta, cotone, ecc), possedevano diverse composizioni, decorazioni e venivano tessuti in modi vari.

 

Dare un ampio spazio al simbolo di drago nella fornitura dei nostri tappeti non è vano, perchè in passato nella vita quotidiana, nel folclore e nella mitologia dei popoli di lingua turca aveva occupato una posizione di gran valore. Ad esempio, fin ad oggi in alcuni territori azerbaigiani ci sono toponimi  relativi ai totem di serpente e drago. I toponimi come Ilan daghi (La montagna di Serpente) in Nakhcivan, Ejdaha gayasi ( La Roccia di Drago) possiamo incontrarne attualmente in Armenia, attorno al lago Sevan(Goyce) dove avevano vissuto gli azerbaigiani. Un altro bell’ esempio il sentiero di Drago, nel villaggio Chayli, in Icevan.

 

Il carattere di Drago aveva assunto un ruolo significativo nelle fiabe del popolo azerbaigiano. Per esempio nelle fiabe “Melikmmed”, “Tapdiq”, “Qara at”.

Va notato che oggi la parola “əjdaha”(drago) diffusa tra i popoli di lingua turca è persiana. Nel secolo XI , l’autore del “ Dizionario turco”, Mahmud Kashgari dimostra che prima della parola “əjdaha” i turchi usavano la parola “buka”.

 

Essi chiamavano il khakan dei oguz e quello dell’altra unificazione tribale come “buka”. Di seguito gli oguz  hanno cominciato a chiamare così anche i loro eroi invincibili. Le ricerche indicano che nei primi tempi del medioevo “buka” fu il nome del onqon della tribù, del capo religioso e mondiale della tribù, e il nome degli eroi.

 

Gunel Inal che ha scritto un articolo speciale dedicato all’immagine del drago nell’arte ha dato descrizioni generalizzate in base alle fonti turca, cinese, persiana, araba. Secondo le sue note, il drago è un animale con una statura gigante. Il suo corpo è come un serpente, ha grandi ali, e qualche testa. Erutta fiamme dalla bocca. Passa troppo tempo della sua vita  nell’ acqua. A volte lasciando l’acqua, si erge verso il cielo, e si nasconde dietro le nuvole. Il drago era un simbolo di potere ed era considerato il Dio delle acque per un lungo periodo di tempo dai popoli di lingua turca. Tuttavia, nelle diverse tappe storiche questa immagine leggendaria tra varie tribù era considerato sia un simbolo  di potenza del bene che del male.

 

I tappeti con immagini di drago nell’arte dei tappeti dell’Azerbaigian sono conosciuti come la composizione “Khatai”. In una certa misura, questa composizione ornamentale ha caratteristiche molto simili al ricamo “Islimi”. Ma la composizione “Khatai” ha proprie specialità. La sua base consiste negli  ampi rami con pieghe di forma oblunga. I margini dei rami diritti in alto sono pettini. All’interno dei rami ci sono numerosi elementi stilistici ed altri motivi floreali di una composizione detta “Afshan rose”. Nei campi vuoti dei tappeti di composizione “Khatai” sono descritti spesso leggendari draghi o altri animali. Gli esperti ritengono che il motivo del drago  proveniva alla composizione “Khatai”  dalla Cina. Le immagini di draghi erano state portate da cinesi, mongoli, e, in particolare, da uiguri.

 

Inoltre, nell’arte ornamentale la tradizione di descrivere delle “nuvole”  era emersa dalla Cina nel XIII secolo attraverso il trasferimento degli uiguri. L.Karimov ha giustamente osservato, tuttavia, che il motivo ornamentale estero  ha acquistato le proprie caratteristiche  combinate con lo stile ornamentale locale .

 

L’originalità, complessità per composizione, i colori, la luminosità e la magnificenza dei tappeti ornamentali “Afshan” , “Shahabbası” e “Khatai”, li hanno portati a divenire essenziali composizioni dei tappeti dello  stato Safavide dal 16 ° secolo.

 

Senz’altro quest’arte statale ha influenzato l’arte dei tappeti tradizionale. Le composizioni sopraindicate penetrando nell’ambiente popolare furono accettate dai tessitori locali speciali e  portarono nuove soluzioni nella creazione delle nuove composizioni..

 

Come i modelli classici dei tappeti con l’immagine di “Drago”, tessuti tradizionalmente dal popolo si possono mostrare i tappeti “Behmenli”(Karabakh), “Borciali” (kazako), “Qimil” (Guba). Nei tappeti classici con l’immagine di drago tipicamente sono descritte palmette tra i due rami e i draghi che custodiscono nei bordi delle palmette.

 

Ampiamente rappresentati nell’arte azerbaigiana, le cui radici derivano dall’antica Asia Minore, questi motivi dei draghi nei tappeti “Borciali”, “Behmanli”, “Qimil” sono stati completamente rilavorati attorno alle palmette.

 

Qui i ricami delle palmette, le curve intenzionate che costriuscono le silhouette dei draghi, elementi piccoli e eleganti floreali ed ecc tutti insieme sono stati cambiati.

Le immagini di drago assieme alle palmette sono concentrate su una madaglia, in un unico motivo. Così la medaglia geometrica per  la larghezza del campo vuoto è riempita totalmente ed è ripetuta tre volte lungo la linea verticale, portando così a termine la composizione del campo intermedio .

 

 

 

 

Sevda Gurbanghızı

 

 

“KarabakhİNFO.com”

 

 

 

 

15.02.2014 14:25

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