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Elkhan Suleymanov: “Relatore dell’Assemblea Parlamentare dell’Consiglio Europeo vedrà la situazione di emergenza nel serbatoio Sarsang”

17.12.2014 | 13:14

Elkhan Suleymanov, presidente della delegazione azera di EURONEST, membro della delegazione azera all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha rilasciato un’ intervista all’APA

– Si attende una inchiesta sul serbatoio dell’acqua Sarsang dal relatore del Consiglio d’Europa, al nostro paese. Cosa potrebbe dire Lei a riguardo?

 

A seguito del mio progetto di risoluzione sulla“ Privazione intenzionale di acqua della popolazione civile nelle regioni frontaliere” che avevo presentato il 12 maggio di quest’anno all’APCE, Milica Markovich, deputato della Bosnia-Erzegovina è stata nominata relatore .

 

Milica Markovich, relatore del Comitato per gli affari sociali, di salute e sviluppo sostenibile dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa sulla “Privazione di acqua della popolazione civile nelle regioni di confine” per una visita di studio verrà il 14-20 Dicembre in Azerbaigian. Durante la visita, è previsto l’incontro con un certo numero di ministeri e altri enti pubblici, nonché gli abitanti di Ganja, Tartar, Barda, Agdam- regioni sotto l’influenza del serbatoio Sarsang e anche altri organi competenti.

 

Quindi, il relatore nel corso di tale visita non vedrà soltanto il peggiore stato del serbatoio, allo stesso tempo sarà testimone della condizione attuale che è una grossa minaccia per migliaia di persone che vivono lì. Tenendo conto dell’atteggiamento preconcetto da parte delle organizzazioni internazionali nei confronti dell’Azerbaigian e della loro indifferenza contro i nostri territori sotto invasione e del loro modo di mentire la Comunità Mondiale con le vane risoluzioni, non credo per niente che il reporter prepari un documento obiettivo. Va notato che assieme alla delegazione del reporter visiterà anche il nostro paese un esperto indipendente. Spero che l’esperto concentrato sulla questione sia professionista e che giudichi obiettivamente.

 

Il Presidente dell’Armenia, nel corso delle visite dei leader degli stati stranieri in Armenia, anche durante le sue visite nei paesi esteri attacca i deputati che hanno firmato i due progetti il cui autore sono io( il primo dedicato alla privazione di acqua della popolazione civile nelle regioni di confine il cui reporter è Milica Markovich, il secondo si tratta dell’incremento della tensione in Nagorno Karabakh e nei territori occupati che appartengono all’Azerbaigian) e inoltre li accusa di sostenere uno stato musulmano, nonostante che siano cristiani

 

Penso che nonostante le pressioni se il relatore e l’esperto nel rapporto definiscono l’attuale situazione di emergenza nelle regioni, a causa dell’invasione di 23 anni del serbatoio Sarsang, io non credo alla cosidetta obiettività, le autorità del Consiglio Europeo, l’Unione mondiale e i paesi più potenti andranno contro questo rapporto.100 anni fa la dittatura sovietica aveva dato il territorio storico azerbaigiano Yerevan all’Armenia cercando di farcelo scordare, oggi lo stesso fa l’Europa, con il suo atteggiamento iniquo tenta di farci tacere e con le risoluzioni vane vuole far dimenticare al nostro popolo i nostri territori sotto occupazione da 23 anni.

 

Allora una domanda, perchè sono necessari questi combattimenti? Noi tacendo possiamo perdere anche le nostre altre terre come Yerevan e il Nagorno Karabakh. Occorrono i combattimenti perchè la giustizia vinca, verrà un giorno in cui dimostreremo al mondo intero la politica aggressiva dell’Armenia per secoli e quella del genocidio contro gli azeri. Le generazioni future devono sapere che Sarsang è tenuta sotto occupazione. Da un altro lato la comunità mondiale deve essere bene a conoscenza del fatto che il popolo azero per liberare le sue terre invase sta lottando e lotterà con estrema fiducia ed audacia.

 

Inoltre, la scarsità d’acqua sta diventando un problema globale che nel prossimo futuro metterà in pericolo milioni di persone. Le Nazioni Unite prevedono che entro il 2018 l’Azerbaigian sarà il 37 ° tra i paesi del mondo che soffrono della mancanza di acqua.

Comunque, in ogni caso tale rapporto sarà molto importante.

 

-Perchè è nata la necessità di preparare un progetto di questo genere?

Nei territori occupati da parte armena sono rimasti un certo numero di siti che assumono importanza strategica per il nostro paese, e uno di loro è Sarsang che è stato costruito sul fiume Tartar nel 1976, ad una altezza di 726 metri con la diga di 125 metri di altezza e la capacità di 560 mln.m3 e che dal 1992 è tenuto sotto’occupazione armena e a causa dello stato di trascuratezza delle attrezzature tecniche e carenza di servizio è in stato di emergenza.
Pertanto, a seguito di disastri naturali, scarsità tecnica e di motivi pieni di provocazioni è molto probabile che il serbatoio sarebbe crollato. Di conseguenza, il serbatoio di acqua è diventata una fonte di grande pericolo per l’Azerbaigian. Pertanto, qualsiasi deviazione, calamità naturale che possono verificarsi in una crisi ecologica con un incidente e la massiccia distruzione della popolazione civile di 400.000 che vive nelle regioni di frontiera , aumenta la possibilità di una nuova crisi umanitaria.

Inoltre, la parte aggressore lascia scorrere l’acqua dal Serbatoio Sarsang in inverno, di conseguenza avviene l’inondazione, la terra rimane sott’acqua, le strade sono a pezzi. La gente e l’agricoltura hanno un grande bisogno di acqua in estate, ma piuttosto viene tagliato l’approvvigionamento idrico. Come risultato, gravi danni per l’agricoltura delle regioni frontali, provocano problemi per l’irrigazione di colture, la vegetazione diventa desolata, nella struttura biologica del suolo avvengono irreversabili processi, vi è una grave tensione ecologica nella regione, la biodiversità affronta una seria minaccia.

Considerato quanto sopra, per concentare l’attenzione della comunità mondiale sulla condizione pericolosa e sul crollo del serbatoio Sarsang in qualsiasi momento, a seguito dello stato di essere sotto occupazione per cui la popolazione delle regioni di confine ha il rischio vitale, il primo che ha svolto tale idea ed il corrispondente progetto è stato la Associazione per lo sviluppo della società civile. Inoltre, devo dire che nel corso di un attività di 10 anni la nostra Associazione ha lavorato non soltanto in direzione dei problemi della società civile, ha realizzato molti progetti sociali, nonché ha informato il mondo dell’occupazione armeno. Il progetto del serbatoio d’acqua Sarsang è uno di questi progetti.

L’obiettivo principale del progetto era quello che la comunità internazionale, gli organi importanti critichino nettamente il blocco e la violazione illegale, da parte dell’Armenia, dei principi fondamentali del diritto internazionale dell’approvvigionamento idrico ed i sistemi di irrigazione nei territori occupati dell’Azerbaigian, ed in conformità con le precedenti risoluzioni internazionali costringano l’Armenia a consegnare il controllo del serbatoio ed i sistemi di irrigazione collegati all’Azerbaigian .

In base al progetto intrapreso all’inizio dello scorso anno, “Sarsang – prevenzione della catastrofe umanitaria” l’Associazione per lo sviluppo della società civile ha effettuato numerose opere organizzando varie conferenze, corsi di formazione e seminari, concorsi. Così, a secondo del progetto, nel settembre 2013 si è tenuta una conferenza al Centro dei Giovani situato nella città di Tartar, il 9-11 novembre 2103 a Tartar, Barda, Agdam e Goranboy sono state organizzate cinque tavole rotonde con la partecipazione del pubblico e dei funzionari.

Tra i numerosi eventi organizzati nell’quadro del progetto, vorrei sottolineare anche “Il Grido di Sarsang, un concorso di disegno tra giovani pittori e la concorrenza tra i giornalisti. Poi, l’Associazione ha proseguito questo lavoro in ambito internazionale. Il 19 febbraio di quest’anno, sotto l’influenza del serbatoio, è stato presentato un appello rivolto dai residenti nelle regioni sotto l’influenza del serbatoio, alle organizzazioni internazionali.

 

Il 5 dicembre, è stato presentato il libro dal titolo “SOS serbatoio: i monumenti storici e culturali in pericolo,” dell’Associazione. Nella giornata internazionale dei Diritti Umani, il 10 dicembre, con la presenza di una serie di ambasciate straniere nel paese, giornalisti e figure pubbliche è stata realizzata un’azione ” Marcia verso Sarsang”.

 

Vorrei anche ricordare che questi lavori continuano ancora oggi, il problema viene trasmesso continuamente al mondo e la comunità locale.

 

Oltre a questo, come parlamentare e membro della delegazione azera ho sollevato il problema all’Assemblea Parlamentare del Consiglio Europeo, e dopo i duri lavori, a dispetto di tutti gli ostacoli, finalmente si è nominato un relatore.

 

– Lei ha detto che l’occupazione armena del serbatoio rimane una minaccia molto pericolosa per il nostro paese. D’altra parte, il ministero della Difesa armeno ha detto che può esplodere il serbatoio d’acqua di Mingechevir. Cosa ne pensa, quanti danni potrebbe provocare?

 

– Il Ministero della Difesa azero ha risposto alla minaccia dall’Armenia sulla centrale idroelettrica di Mingechevir, e sono sicuro che l’esercito azerbaigiano è sempre pronto a difendere il nostro paese.

 

Ma, naturalmente, i paesi che sono sotto minaccia di guerra devono prendere molto seriamente questi tipi di minacce . Le situazioni come questa, sono accadute molte volte nel corso della storia. Si possono fare un sacco di esempi sui pericoli e i sacrifici derivanti dai serbatoi nel mondo .

Durante la seconda guerra mondiale, la Forza Aerea Britannica nel 1943, ha collocato due volte sostanze esplosive nei serbatoi che appartenevano alla Germania . Il primo attacco è avvenuto nella valle della Ruhr. La prima volta, l’esplosione era di 77 metri di larghezza e 23 metri di profondità, causando inondazioni di 10 metri ha tolto la vita di 1.200 persone. Il secondo attacco è avvenuto nella Eder. Di conseguenza 400 persone sono morte. La violenza dell’esplosione era così forte che i serbatoi sono stati completamente distrutti.

Le Forze serbe in Croazia durante la guerra in Croazia nel 1991, hanno posto gli esplosivi nel serbatoio di Croazia ed eventualmente l’inondazione di 641 milioni di metri cubi di acqua ha causato il disastro mortale.

A seguito dell’incidente del Serbatoio in Brasile nel 2004, 3.000 persone sono rimaste senza casa.

 

In generale, A causa delle esplosioni, o le inondazioni idriche dei serbatoi nel mondo, negli ultimi 50 anni 179.815 persone sono morte. Quindi, l’esplosione del serbatoio Sarsang o l’incidente a causa di negligenza potrebbero avere conseguenze più gravi rispetto agli eventi accaduti negli ultimi 50 anni in tutto il mondo, e più persone (400 000) diranno addio alla vita o saranno sfollate dalle proprie case o potrebbero causare maggiori disastri. Pertanto, la comunità internazionale dovrebbe prendere molto sul serio i nostri appelli.

 

-Fino al momento della determinazione del relatore aveva lottato molto.Quali ostacoli ha incontrato durante questo processo?

 

Io, come membro della delegazione azera per l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, sullo stato del serbatoio ho suggerito qualche risoluzione. Naturalmente, fino alla sua nomina abbiamo affrontato seri ostacoli, nonché il progetto di risoluzioni che avevo avanzato è stato posto il veto tre volte dal presidente dell’APCE. Ma noi non avevamo intenzione di ritirarci così facilmente e fermare la lotta.

 

Pertanto, nonostante qualsiasi discussione sui territori occupati sia stata respinta dall’amministrazione dell’APCE, abbiamo sottolineato l’importanza strategica del serbatoio che è una vera e propria minaccia, e l’urgenza del dibattito a questo proposito. Il 26 giugno 2013 abbiamo presentato il terzo progetto di risoluzione firmato da 45 membri dell’APCE provenienti da 18 diversi paesi.
Tale progetto di risoluzione definisce la pessima e terribile condizione del Serbatoio Sarsang che assume un valore decisivo per 400 mila abitanti di popolazione azera delle regioni di confine non occupate dell’Azerbaigian e che questa situazione evidenzia il pericolo per la popolazione, richiede un’azione politica urgente e immediato all’APCE . Tuttavia, ancora una volta la proposta di risoluzione è stata respinta dal Presidente ed il Comitato Esecutivo.

 

Sebbene tutte queste decisioni benpensate ed ingiuste, il primo aprile abbiamo avanzato un altro progetto di risoluzione su Sarsang e di conseguenza, dopo notevoli sforzi siamo riusciti a convincere i decisori. Così, l’Ufficio di presidenza ha riferito sulla preparazione del progetto di risoluzione e ha deciso di sottoporre la questione alla commissione per gli affari sociali.

 

E ‘stato un grande passo in avanti. Era la prima volta che dopo molti anni, è stato approvata la discussione a livello internazionale dell’oggetto strategico azero rimasto sotto invasione ed al riguardo si è consentito di preparare una relazione. Ora vorremmo che nel 2015, sia fatta una relazione ormai giusta, neutra e completa.

 

– Qualche tempo fa, il copresidente del Gruppo di Minsk dell’OSCE ha sottolineato l’importanza dell’uso congiunto del serbatoio. Qual è il suo parere su tale proposta?

 

– Dopo la dichiarazione di Sig.re. Warlick abbiamo reagito immediatamente ed abbiamo espresso la nostra posizione. Vorrei ribadire che, Mr. Warlick e altri difensori di Armenia capiscono bene che fino a quando l’occupazione non sarà portata a termine l’Azerbaigian non farà nessuna cooperazione con lo stato aggressoree ed il suo regime separatista. In questo caso, ci saranno possibilità di esprimere le opinioni sulla disponibilità a cooperare in modo costruttivo .

Così, si cerca di dimostrare al mondo che l’Armenia è pronta a collaborare, gli armeni amano la pace, ma, invece, l’Azerbaigian non desidera collaborare, e non vuole che la pace sia stabilita nella regione. Così, la proposta del copresidente americano James Uorlik, da un lato, finalizzata a danneggiare la reputazione internazionale dell’Azerbaigian e nella comunità mondiale formare un’idea che sia uno stato non costruttivo, d’altra parte, le organizzazioni internazionali trasmettono il messaggio che l’invasore Armenia si tiene sotto l’ombrello della sicurezza e che non è conveniente stabilire sanzioni contro questo paese. Pertanto, la presente proposta non può essere una coincidenza. Essa è la politica aggressiva diretta contro l’Azerbaigian e il sostegno per l’Armenia.

 

Non penso che sia accidentale, come si dice, lo scopo a questo punto è quello di prendere due piccioni con una fava, in modo da raggiungere un duplice scopo –Riportando la pretesa che l’Azerbaigian non è interessato a qualche collaborazione con la parte armena, difendere e garantire l’Armenia dalle sanzioni internazionali.

 

“KarabakhİNFO.com”

 

 

17.12.2014 13:14

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