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Firengiz Mutellimova : «Shusha non riesce a respirare senza di noi»

08.05.2014 | 13:34

1399537942_1399532983_10345110_1486317161582656_1111802970_nSono trascorsi 22 anni dall’invasione della città di Shusha, uno dei luoghi piu straordinari dell’Azerbaigian, da parte dei nostri malintenzionati nemici. La popolazione di questa bellissima città ricorda di nuovo quei giorni della storia. Firengiz Mutellimova, attrice e artista popolare, ha condiviso i suoi ricordi con la rivista elettronica internazionale “KarabakhINFO.com” :

“Mi manca terribilmente sopratutto l’aria fresca di Shusha. Aveva una bellezza insolita , quando la neve copriva tutto il terreno. Credetemi, la bellezza della neve copriva la città. Mi ricordo che ho sempre aspettato lo scioglimento della neve. Ma nel mese di maggio in alcuni luoghi c’era ancora ghiaccio. Ricordo ogni strada, ogni quartiere come era.

A quel tempo ero una bambina, non comprendevo le cose bene. In qualche modo pensavo che la città fosse coperta dalla nebbia. In realtà erano le nuvole. Da molto tempo non vedo la  grandine. Invece, a Shusha grandinava spesso. Molte volte la grandine ci ha colpito le teste….Da molto tempo non vedo l’arcobaleno. Lì pioveva fortemente. Era possibile vedere l’arcobaleno dopo la pioggia nel cielo. Ci sedevamo e lo guardavamo per ore”.

Le feste di Shusha

 

Secondo le parole di F. Mutellimova, le cerimonie festive a Shusha possedevano uno speciale sapore. Gli abitanti locali si preparavano volontariamente per “l’ultimo mercoledi”: ricordo bene, quando ero nel mio decesimo anno alla scuola, ho indossato i pantaloni di mio fratello e ho disegnato un baffo sopra le labbra, così sono uscita a gettare il cappello.

Qui durante la festa di Novruz lanciano i cappelli, ma a Shusha c’erano speciali sacchi preparati per la festa, e noi li gettevamo davanti ad una porta. Chi apriva la porta metteva nel cappello molte cose gustose.

La cucina di Shusha…

 

L’attrice ha anche aggiunto che la cucina della popolazione di Shusha si distingue dalle altre : “Quando si tagliava il tacchino, sicuramente prima lo sepellivamo sotto la neve, e poi iniziavamo a cucinarlo. Questo aggiungeva un gusto particolare al piatto. Il tavolo di Shusha veniva decorato con delle marinate. In ogni casa di questa città si potevano trovare certamente delle marinate con cavolo rosso o rosa. . “Shuyutlu ash” (Riso con aneto), “Kelem dolmasi” assumono un sapore speciale. Chi vuole mangiare un cavolo delizioso, deve venire a Shusha. Anche ora preparo i piatti della cucina di Shusha. Ogni ospite che viene da me, mi chiede di preparare questi piatti. “

L’attrice ha detto che Shusha non riesce a respirare senza di noi. Allo stesso tempo i suoi abitanti non sono in grado di soppravivere senza Shusha. Un giorno essi ritorneranno alla terra natale.

Gunel Jalil

“KarabakhİNFO.com”

08.05.2014 13:34

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