Italiano

Genocidio del Karabakh- tragedia di Khojaly: approccio nel contesto internazionale-giuridico

30.07.2014 | 10:25

61Khojaly è una delle regioni più antiche della Repubblica dell’Azerbaigian. E’ localizzata sulla strada Baku-Shusha, sulla catena di Karabakh, delle piccole montagne del Caucaso.

Il 25-26 febbraio 1992 alcune unità militari armene attaccando Khojaly hanno distrutto tutta la città, turbando la popolazione civile e il territorio del distretto è stato completamente invaso.

Oltre alla tragedia Khojaly, quelle di Shusha, Lacin, Kalbajar, Agdam, Fuzuli, Jabrail, Qubadli, Zangilan, Kojavend, Agdere, Khankendi, realizzate da parte armena contro l’Azerbaigian erano direttamente collegate alla Sindrome del Karabakh

In generale, più di un milione di persone colpite dalla politica aggressiva della Repubblica di Armenia, sono diventate rifugiati e sfollati. Come conseguenza dell’atto aggressivo monumenti storici, flora e fauna, nonché impianti industriali e agricoli sono stati cancellati, strade di automobile della lunghezza di 800 km, , 160 ponti della lunghezza di 3.834metri sono stati distrutti, e il trasporto del gasdotto (2 chilometri quadrati), e di altre infrastrutture di trasporto sono stati danneggiati, l’aeroporto Khojaly e altri beni sono stati rovinati completamente (10, p-152-161).

 

 

Le risoluzioni n822, n853, n874, n884 (1, p.109-116) approvate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla occupazione dei territori azeri da parte delle forze armene ancora non vengono applicate. La Repubblica di Armenia, non presta attenzione alle decisioni e risoluzioni di organizzazioni internazionali.

 

 

Va notato che le altre nazioni che vivono all’interno dello stato già formato dopo il crollo dell’ex Unione Sovietica e, per esempio, gli armeni che vivono nella parte di Nagorno-Karabakh della Repubblica dell’Azerbaigian vogliono svolgere in pratica il diritto all’autodeterminazione in forma separata. In altre parole, essi stanno tentando di vivere separati dallo Stato. Naturalmente, ci si deve fare una domanda: gli armeni del Nagorno-Karabakh, territorio appartenente alla Repubblica azera hanno tale diritto e la sua realizzazione è adeguata giuridicamente? Qui diamo la risposta alla domanda, gli armeni che vivono in Nagorno-Karabakh, non hanno il diritto di staccarsi dallo stato , è contro la legge. Perché? Pertanto, ci sono alcune ragioni importanti e argomenti fondamentali.

 

 

La prima ragione e il prımo argomento è che gli armeni che vivono in Nagorno-Karabakh per l’autodeterminazione si separano dall’Azerbaigian e così portano danni all’integrità territoriale dello stato. In altre parole, l’attuazione del diritto di secessione degli armeni del Nagorno Krabakh dalla Repubblica dell’Azerbaigian, viola il principio di “integrità territoriale degli stati” che è uno dei principali principi imperanti del diritto internazionale, generalmente accettati. Attuare in pratica questo diritto, naturalmente, pone una serie di problemi politici e giuridici. Vale a dire che questi problemi derivano dalla contraddizione che emerge tra due principi fondamentali del diritto internazionale: il principio di integrità degli stati, il principio di autodeterminazione dei popoli e uguaglianza dei diritti dei popoli. Gli armeni che vivono in Nagorno-Karabakh, sostengono che con la secessione, esercitano il loro diritto all’autodeterminazione. Il Governo della Repubblica dell’Azerbaigian giustamente considera questa situazione come la trasgressione del principio di integrità territoriale degli Stati e che si tratta di una minaccia per l’unità statale. Perciò la separazione degli armeni del Nagorno Karabakh è contro la legge.

 

 

Per quanto riguarda la priorità tra il principio di Uguaglianza dei diritti dei popoli e di autodeterminazione e il principio di integrità territoriale degli Stati, si deve rilevare che la Dichiarazione del 1970 sui principi del diritto internazionale, verifica la priorità del principio di integrità territoriale degli stati. Anche la Dottrina (scientifica) del diritto internazionale approccia così questo tipo di problema. Ad esempio, l’ autore V.M. Smulov scrive correttamente che il principio di integrità territoriale possiede una priorità rispetto a quello di parità dei diritti dei popoli e della loro autodeterminazione dei (9, p92).

 

 

La Dichiarazione dei principi del diritto internazionale (1970) la esclude tranne in un solo caso. Quindi, è possibile la secessione quando gli stati hanno il potere di non rappresentare tutto il popolo, cioé non governano in maniera democratica. Ciò significa che il diritto internazionale non consente ai popoli che vivono nel territorio dello stato di separarsi da un governo democratico. Ecco perché, nelle pagine della letteratura del diritto internazionale si indica che la relazione tra il principio di integrità territoriale degli Stati e il principio di uguaglianza dei diritti dei popoli e autodeterminazione dei popoli è condizionata e determinata dal fatto che lo stato in cui vivono i popoli è democratico.

 

 

Per quanto riguarda lo Stato democratico, si dovrebbe notare che, nella prima parte dell’articolo 7 della Costituzione, l’Azerbaigian è una repubblica democratica. Motivi sufficienti (di proprietà del governo del popolo, elezione dal popolo degli organi del potere statale, le pertinenti decisioni riguardanti le questioni più importanti dello stato e della vita pubblica sono adottate dalla maggioranza, e così via.) che permettono di caratterizzare la Repubblica dell’Azerbaigian come uno stato democratico . Inoltre, qui si rispetta il principio di diritto internazionale sulla parità di diritti e di autodeterminazione dei popoli, e assicurano i diritti dei popoli che vivono qui, non vi è alcuna discriminazione nei loro confronti, i diritti umani sono rispettati.

 

 

In secondo luogo, il principio di ‘uguaglianza dei diritti e autodeterminazione dei popoli (il diritto all’autodeterminazione), non è considerato il principio assoluto (la legge). Perché l’importanza di non violare il principio di integrità territoriale degli Stati e la necessità di soddisfare tale principio limita il principio di uguaglianza dei diritti dei popoli e all’autodeterminazione dei popoli. La Corte Costituzionale della Federazione Russa nella sua decisione del 13 marzo 1992 dimostra giustamente che la necessità di rispettare il principio di integrità territoriale degli Stati è un caso che limita i diritti alla parità all’autodeterminazione dei popoli. Il diritto internazionale anche riguarda essenzialmente la domanda. Non è un caso che il principio di uguaglianza dei diritti dei popoli e della loro autodeterminazione determina la posizione di rifiutare atti che violano l’integrità territoriale e l’unità nazionale di qualsiasi Stato (6, p.167)

 

 

Terzo punto: è vero che ogni popolo ha il diritto all’autodeterminazione. Questa verità non deve essere mai negata. E lo stato non deve eseguire atti violenti per evitare la realizzazione di questi diritti. Ma non si può dimenticare che la separazione dei popoli dallo stato in cui vivono non è componente obbligatoria e inevitabile del diritto di autodeterminazione dei popoli. Documenti internazionali mostrano che il contesto del principio di uguaglianza dei diritti dei popoli e di autodeterminazione dei popoli non deve essere spiegato come una sanzione o incoraggiare attività che violano l’integrità territoriale degli Stati. Tuttavia, se uno Stato provvede alla rappresentazione della popolazione da tutte le categorie negli organi del potere, senza alcuna distinzione di razza, nazionalità, religione, lingua e così via, il diritto internazionale considera inaccettabile la separazione del popolo dallo stato. (7, p.34)

 

 

Quarto punto: ogni popolo ha il diritto di creare la propria sovranità, cioè, determinare la forma di stato. Le forme di stato possono essere diverse: per esempio, repubblica, regione autonoma, distretti autonomi e altre forme (5, p.216). Gli armeni che vivono in Nagorno-Karabakh, un tempo avevano approfittato del loro diritto all’autodeterminazione per creare il proprio forma di stato come una comunità autonoma nel territorio della Repubblica di Azerbaigian.

 

 

Quinto punto: secondo il giudizio formalizzato nella dottrina del diritto internazionale di alcuni paesi stranieri ( ad esempio: la Russia ecc.) il diritto all’autodeterminazione non si applica ai popoli che hanno già avuto l’autodeterminazione; il popolo armeno è uno di quei popoli. Così il popolo armeno ancora negli anni ’20 del XX secolo avevano creato la propria statualità come repubblica indipendente nei territori storici dell’Azerbaigian. A causa di questo, non vi è alcun motivo giuridico per cui gli armeni che vivono in Nagorno Karabakh che appartiene all’Azerbaigian prendano l’iniziativa di autodeterminazione per la seconda volta.

 

 

Sesto punto: la separazione di alcuni popoli di uno Stato può essere eseguita solo sul risultato della espressione libera della propria volontà dello stato . Naturalmente, lo stato di Azerbaigian non può mai essere d’accordo che il territorio in cui gli armeni vivono , Nagorno Karabakh, sia separato da esso. È impossibile che lo Stato lo permetta.

 

 

Settimo punto: la separazione di alcuni popoli del territorio di un paese in cui vivono è l’ultima alternativa. La separazione come ultima scelta può essere effettuata solo in base al comune accordo tra le parti (il popolo che vuole separarsi e lo Stato). E ‘noto che lo stato di Azerbaigian non sarà mai d’accordo con gli armeni che vivono in Nagorno Karabakh separati dall’Azerbaigian.

 

 

Ottavo punto: naturalmente, gli armeni che vivono in Nagorno-Karabakh della Repubblica dell’Azerbaigian, insieme alla zona da cui vogliono essere separati (secessione -separazione di un territorio da uno stato di cui faceva parte). Questo, naturalmente, cambierebbe il confine di Stato della Repubblica dell’ Azerbaigian. Secondo la legge fondamentale, la Costituzione, i confini della Repubblica dell’Azerbaigian, possono essere modificati con il referendum (voto popolare) (parte 2 dell’articolo 3 della Costituzione). È ben noto che la gente del territorio della Repubblica di Azerbaigian mai andrà a votare per il cambiamento.

 

 

5659F58519C2-4Nono punto: secondo il parere costituito dalla dottrina del diritto internazionale, l’autodeterminazione, compresa la questione della secessione, può essere risolta sulla base dello stato in cui vivono le nazioni (4, p. 285). Proprio così, il caso di autodeterminazione (secessione) sia in termini di diritto nazionale che in termini di diritto internazionale può essere considerato adeguato alla legge. Occorre rilevare che la Costituzione e il diritto nazionale, evita la secessione della composizione della popolazione della Repubblica dell’Azerbaigian. Al contrario, si presenta con il principio dell’unità del popolo della Repubblica dell’Azerbaigian (parte 1 dell’articolo 5 della Costituzione).

 

 

Decimo punto: come sappiamo, solo il popolo può essere soggetto al diritto di autodeterminazione. Gli armeni che vivono in Nagorno-Karabakh, non sono popoli , sono un gruppo nazionale ed etnico. Gruppi nazionali ed etnici non hanno il diritto di autodeterminazione. Si può parlare del diritto di autodeterminazione della nazione ( gruppo etnico nazionale) in un solo caso. Quindi, se il popolo è solo di una nazione, allora si può parlare del diritto all’autodeterminazione (3, p102-108).

 

 

Undicesimo punto: la determinazione del principio di parità di diritti e di autodeterminazione si fa quando i popoli vivono sotto il dominio coloniale, così lottano contro il colonialismo, per la creazione di un proprio Stato indipendente o vengono stimolati per i movimenti di liberazione nazionale. Va notato che i popoli coloniali che hanno ottenuto l’indipendenza e realizzato la creazione dei propri stati indipendenti e imperi coloniali sono crollati, il colonismo è stato annullato, in una parola, il problema della colonizzazione è stato risolto.

 

 

Nella soluzione del problema il principio di uguaglianza dei diritti dei popoli e l’autodeterminazione dei popoli ha svolto un ruolo importante. Così, in tempi moderni a causa del crollo del regime coloniale questo principio si è affermato. Ecco perché lo stesso principio non può essere applicato agli armeni che vivono in Nagorno-Karabakh. Pertanto, il governo della Repubblica di Azerbaigian non è coloniale, precisamente gli armeni che vivono in Nagorno-Karabakh non devono essere considerati una nazione sotto il dominio coloniale. Quindi, essi non giuridicamente hanno ragione a rivolgersi al cosidetto principio..

Va osservato che la parità del diritto e il principio di autodeterminazione dei popoli sono serviti allo scopo di sbarazzarsi dell’ oppressione coloniale. Nei tempi moderni, il cosiddetto principio non dovrebbe portare frammentazione e disgregazione agli stati indipendenti e sovrani.

L’attuazione del diritto dei popoli all’autodeterminazione, in genere, causa i conflitti interni, l’uso della forza e come risultato si commettono terribili crimini. Questa, naturalmente, è una grave minaccia per la pace e la sicurezza, per lo Stato di diritto e dei diritti umani. D’altra parte, spesso forze politiche, separatiste, nazionali, criminali, e le altre forze approfittano del diritto dei popoli all’autodeterminazione per i propri interessi; in un certo numero di paesi (ad esempio, la Reppublica dell’Azerbaigian) ha creato un vero e proprio pericolo all’integrità territoriale.

 

 

Il principio della parità di diritti e di autodeterminazione dei popoli, non sarà fatto portando danno all’integrità territoriale e all’unità politica degli stati . Questo principio neanche deve essere utilizzato per i fini del seperatismo. Se la realizzazione di questo principio porta al crollo dell’attuale governo la sua applicazione è esclusa. In particolare, la Dichiarazione del 1970 considera l’autodeterminazione inacettabile quando può causare la violazione dell’unità dello Stato.

Non è un caso che uno scienziato politico americano e storico William Taubman che ha toccato il problema tra l’Armenia e l’Azerbaigian-Nagorno Karabakh nella conferenza svoltasi a Mosca con l’organizzazione congiunta della Fondazione Carnegi e dell’Archivio di Sicurezza Internazionale della US, su tema di “Le relazioni nazionali dopo il crollo dell’Unione Sovietica, abbia sottolineato che secondo il diritto internazionale il Nagorno Karabakh è una regione dell’Azerbaigian. L’analista ha notato che, in conformità con i principi del diritto internazionale il desiderio degli armeni del Nagorno Karabakh di unirsi con l’Armenia è considerato separatismo.

Ci auguriamo che come risultato degli sforzi ambiziosi del Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian Ilham Aliyev, l’integrità territoriale dell’Azerbaigian sarà recuperata, e il problema artificiale “Nagorno-Karabakh”, sarà risolto in modo equo. Per risolvere la questione , riteniamo che per il bene del trionfo dei valori umani la comunità internazionale, amante della pace, i governi e le organizzazioni internazionali in tutto il mondo si adoperebbero per sostenere la restaurazione della giustizia.

 

 

Bibliografia

1.Abbasbeyli A.N. Caucaso nello spazio geostrategico. Baku, Azerneshr, 2003.
2.Hamidov S. Conflitto del Nagorno Karabakh nel 2020: la pace o la guerra // Rinascita-XXI . Baku, 2011, № 153-154, p.146-159.
3.Gasımova H.A., Akhundova Z.A. Soggetti del diritto al autodeterminazione nel diritto internazionale // Diritto al trasporto. Baku, 2010, № 4, p.102-108.
4. Lukashuk I.I. Diritto internazionale.. Libro di testo. Parte Generale. М. 1997.
5. Diritto internazionale. / Da editori di fiducia. V.I.Кuznetsov, B.R.Тuzmukhamedov. М., 2007.
6.Diritto internazionale. Libro di testo / Da editori di fiducia . G.V.Ignatenko, О.I.Тiunov. М., 2010.
7.Diritto internazionale . Libro di testo / ed. А.I.Мikulscina . М., 2005.
8. Tatyana Jaladze. Genocidio del Karabakh : Khojaly in arresto. Cronache documentarie. Baku, INDIGO, 2009.
9.Shumilov V.M. Diritto internazionale . Libro di testo. М., 2008.
10.Afandiyev O.F. Crimini di guerra: da Norimberga a Karabakh (Analisi giuridica internazionale). Monografia. M. TSCHKI 2000.

 

 

Etibar Aliyev

Veterano di guerra, colonnello,
Accademia di Trasporto Internazionale
Membro attivo, dottore in filosofia

“KarabakhİNFO.com”

30.07.2014 10:25

Lascia un commento:

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*