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Gli intellettuali dell’Armenia protestano contro il vandalismo armeno in Karabakh

03.11.2013 | 11:47

1384339227_1383567414_gandzasar_monastery1Secondo l’informazione dell’Agenzia Analitica Informatica “168 hours”, il 24 giugno 2013 350 intelletuali noti e persone di spicco dell’Armenia  hanno indirizzato una lettera aperta al presidente armeno Serzh Sargsyan, al capo della comunità di Nagorno-Karabakh Bako Sahakyan ed al Catholicos tuttarmeni per protestare il vandalismo armeno in Karabakh ‘ così come le modifiche nella forma del  complesso del monastero Ganjasar nel villaggio di Vengli della regione di Kalbajar. Questa informazione è stata data alla nostra rivista elettronica da Faig Ismayilov – il presidente della Coesione Sociale “Organizzazione della protezione dei monumenti storici e culturali nei territori occupati”. Nella lettera si dice che, in estate del 2011  Levon Hayrapetyan – il cittadino russo venne in  Nagorno-Karabakh e cominciò a lavorare sul rivestimento con le pietre di marmo  del complesso di  monastero Ganjasar.

Questa arbitrarietà ha provocato l’indignazione pubblica degli intellettuali armeni ed un’ondata di protesta in Armenia. Queste proteste e discussioni hanno portato alla sospensione dello steccato del monastero. Ma quest’uomo ricco della Russia, per trasformare questo monumento alla propria attività in dicembre del 2012 ha cominciato a modificare la ricenzione del monastero ed a cambiare la sua forma. In questo caso, gli individui, turisti, storici, studiosi, ricercatori, rappresentanti di organizzazioni locali ed internazionali, ed altri che verranno in Karabakh, non vedranno più così grandioso monumento del XIII secolo, ma una barriera costruita nel XXI secolo da Levon Hayrapetyan.

Signor Presidente, perché la restaurazione delle  mura del comlesso di monastero Ganjasar non si realizza nelle forme previste dalla legge? … Perché non si prendono misure contro le iniziative contro la distruzione della storia del complesso del monastero Ganjasar? Non ci possono essere gli argumenti convincenti  per giustificare le loro azioni del vandalismo.

Gli intellettuali dell’Armenia protestano contro il vandalismo armeno in KarabakhMa i leader religiosi ed altri funzionari dello stato che aiutano e  sostengono questa “beneficienza” – l’attuazione di distruzione del complesso del monasteri Ganjasar, non sanno che Ganjasar con il volume storico e con il significato di ogni sua pietra è un monumento intero. Perchè qua si tratta di un monumento noto in tutto il mondo – il monumento architettonico “. Questa non è una lettera d’amore per l’Azerbaigian dagli intellettuali armeni, questo è  impedire la distruzione di uno storico complesso architettonico. Qual è considerato la perla dei monumenti storici della cultura armena. In realtà, essendo inconsapevole dell’idea armeno, si può dire che questa lettera è uno di centinaia fatti che dimostrano il vandalismo degli armeni contro i monumenti storici e culturali nei territori occupati dell’Azerbaigian.

Il complesso del monastero  Ganjasar è un monastero albanese del XIII secolo situato nel villaggio di Vengli della regione di Kalbadjar, sulla riva sinistra di Xacınchay. Cominciando dal XIII secolo dino al XIX secolo monastero  Ganjasar era il centro religioso e culturale dell’Albania caucasica.

Dall’iscrizione epigrafica sul muro di pietra del tempio si capisce che il monumento è stato costruito negli anni 1216-1238 da “sovrano del grande paese Artsakh, il sovrano albanese di una grande provincia, il nipote di Hassan Magno, figlio di Vakhtang – Hasan Jalal Dovle e dalla sua madre  Khorise Khatun”.

Hasan Jalal Dovleni ucciso dai invasori mongolo-tartari nel 1261 nella città di Gazvin di Iran, fu sepolto dal figlio duca  Atabey nel tempio di Ganjasar. Allo stesso tempo, molti dei discendenti di Hasan Jalal – figure religiose albanesi sono sepolti all’interno del complesso del tempio. Gli armeni non hanno solo portato i cambiamenti agli steccati del monastero Ganjasar, ma allo stesso tempo all’interno del complesso.

I nazionalisti armeni dicono di “recuperare” degli steccati intorno al monastero Ganjasar, sostenendo che sti steccati furono costruiti nel 1980. In questa lettera gli intellettuali armeni scrivono negando le pretese dei separatisti armeni: – “Si dichiara che le affermazioni degli separatisti armeni sulla datta di costruzione degli steccati del monastero sono totalmente  false e non corrispondono alla realtà. Poiché molti materiali di Photoarchive, architetti e specialisti vissuti nei secoli XIII – XX considerano che gli steccati furono costruiti durante la costruzione del monastero. Secondo questi dati, lo steccato corcostante ha avuto solo tre ingressi, il suo muro nord e il nord – est è la parete posteriore delle famose otto stanze. Nei vari web siti web e in media i lavori di riparazioni effettuati sugli steccati circostanti del monastero nel corso degli anni 1995 – 2010, sono descritti in modo distorto, illogico e poco chiaro. Anche c’è  l’idea che lo steccato è stato riparato in bassa qualità e dai non professionisti un paio di volte in 15 anni. Questi tipi di approccio non professionali dimostrano che lo steccato del monastero è in pericolo, ed il monastero è seguito dalle finalità sospette. Nel complesso si effettuano nuove attività e strutture che mettono in pericolo le idee e le norme e  l’aspetto e la nomina del complesso e la nomina dell’architettura della chiesa.

Il cimitero all’intorno del monumento è stato distrutto ed al sup posto è stato costruito un edificio di mira sospetto sotto il nome di Accademia.

Ora questo edificio si chiama “campo”, che anche questo non è consentito per un luogo santo.

Il contenuto dell’articolo 30 della Legge della Repubblica d’Armenia “sulla tutela e l’uso dei monumenti culturali e storici e dell’ambiente storico” non permette alcuna modifica nella forma originale e struttura storica del monumento – monastero Ganjasar. Nessun luogo, nessun monumento al mondo, non si copre col marmo. Ed il rivestimento degli steccati del tempio Ganjasar  è vietato ed in risultato le pareti non diventano forti  ma invece vengano danneggiate.

Gli intellettuali dell’Armenia protestano contro il vandalismo armeno in KarabakhQuesto rivestimento sugli steccati non corrisponde all’architettura del Medioevo, e si sta minando l’importanza del valore storico e culturale e l’immagine secolare del complesso.

Al Signor Presidente, signor Sargsyan

Al Santo Padre

Al signor Bako Sahakyan

 

Noi consideriamo i suddetti come il problema nazionale – statale,  e siccome non vi è altro modo per risolvere questo problema, aspettiamo  il vostro intervento a questo problema.

Ognuno di noi come un problema armeno di politica interna ed estera del paese e la sicurezza nazionale del mondo è direttamente correlata alla difesa dei valori nazionali armeni. “

Tuttavia, gli intellettuali armeni dimenticano “la protezione dei beni culturali del paese invaso in caso di conflitto armato”, la violazione delle norme e dei principi della Convenzione dell’Aia del 1954.

Essi finiscono la lettera con le seguenti parole: – “come accettao nel mondo i monumenti storici’culturali  dovrebbero essere protetti, per quanto riguarda il nostro compito, abbiamo il dovere di mantenere questi monumenti nella sua forma originale e proteggerli per la generazione futura.”.

Vi chiediamo di proibire i lavori dei rivestimento del complesso di monastero Ganjasar di volta in volta. Voi dovreste invitare archeologi, esperti, geofisici, sismologi, architetti e costruttori di restauratore, storici  per proibire la distruzione

Fuad Huseynzadeh 

“KarabakhİNFO.com” 

03.11.2013 11:47

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