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Il multiculturalismo e l’occupazione del Nagorno-Karabakh

02.10.2014 | 17:09

10715969_646331178813702_223626752_nIl 2 ottobre sı è svolto il IV Forum Internazionale Umanitario a Baku . L’obiettivo del forum tradizionale era quello di organizzare il dialogo e il dibattito su temi di interesse della comunità internazionale.

 

 

Come sapete, dopo la seconda guerra mondiale al fine di garantire la sicurezza del mondo e lo sviluppo sostenibile è stato stabilito un nuovo sistema di relazioni internazionali sulla base dei valori universali. Il nuovo sistema includeva i principi di uguaglianza, risoluzione pacifica dei conflitti internazionali, rifiuto di usare la forza contro un altro paese, non ingerenza negli affari interni degli Stati, rispetto dei loro diritti e delle libertà fondamentali, nonché i principi di partenariato equo. Ma per gli ultimi dieci anni a causa di una grave violazione dei principi ci si accorge del calo della reciproca fiducia nelle relazioni internazionali e vi è un evento sconvolgente nella cooperazione internazionale.

 

 

Il diritto internazionale, viene spesso violato dalle forze principali che l’hanno stabilito. Alcuni centri politici sacrificano interessi universali globali per il loro benessere. Tutto questo afferma che il meccanismo contro tali tentativi non funziona , quindi è un sintomo evidente della crisi di fiducia nelle relazioni internazionali.

 

 

Ora da più di 20 anni noi come un paese indipendente e tollerante ci troviamo ad affrontare la politica aggressiva dell’Armenia che ha causato l’occupazione del Nagorno-Karabakh e le regioni circostanti. Nel corso degli anni, vediamo sempre più che il diritto internazionale non si rispetta.

 
Come approccio a questo problema è importante fare riferimento alla storia. Nel periodo della diffusione dell’Islam nel Caucaso l’islamizzazione dei credenti alle religioni monoteiste era contraria ai principi fondamentali dell’Islam. Per quel motivo la popolazione cristiana dell’Albania durante il periodo delle conquiste arabe è rimasta inalterata dalla fede musulmana. Questo processo ha avuto come risultato la separazione delle religioni e la popolazione è stata divisa in due gruppi: il primo gruppo diffuso in tutto il paese, era la popolazione musulmano-turca presente maggiormente , il secondo gruppo era la popolazione cristiana che viveva prevalentemente nella parte occidentale nel nord dell’Albania. Questo ha rafforzato la lotta delle chiese armene e giorgiane per tirare la popolazione cristiano-albana dalle loro sfere religioso-politiche ed etniche. Così, l’Azerbaigian divenne un centro di confronto tra islam e cristianesimo. È iniziato un periodo di rivendicazioni terrtoriali dei Feudatari armeni e georgiani contro l’Azerbaigian. La loro politica era volta a far cadere gli albani cristiani sotto l’influenza delle chiese armene e georgiane e farli diventare armeni e giorgiani, poi conquistare le terre del loro possesso. La politica sporca va avanti da secoli, e continua ancora oggi a mantenere i suoi risultati.Gli ideologi del separatismo armeno in Russia e l’Occidente cercano di imporre un tale mito, quello della cosiddetta “minaccia islamica” . Mentre non vi è alcun conflitto religioso tra l’Azerbaigian e l’Armenia. Il leader religioso armeno Vazgen era quasi uno di quelli che stava alimentando il movimento separatista. E il fatto che la soluzione del problema del Karabakh è diventato questione internazionale, è stato monopolizzato dagli stati cristiani. Al tempo attuale, i paesi cristiani sono costretti a prendere decisioni che non servono gli interessi dell’Armenia. Ma alcuni di loro stanno mostrando aperto sostegno come la Russia e Francia. Lo scienziato americano Samuel Weems ne parla chiaramente nel libro “Armenia: I segreti di un paese cristiano terrorista”. Egli osserva che nella storia degli ultimi 200 anni, è chiaro ancora una volta che la chiesa armeno-gregoriana aveva svolto un ruolo importante nei tragici eventi contro l’Azerbaigian e la Turchia . I sacerdotı armeni essendo lusighieri agli zar russi ,a partire da Pietro, sono i maggiori autori delle tragedie commesse contro l’’Azerbaigian. Ricordiamo che, gli ispiratori dei gruppi terroristi che hanno massacrato centinaia di migliaia di nostri connazionali nel 1918, a Baku, Lankaran, ed in Azerbaijan iraniano erano quei sacerdoti . In epoca sovietica, l’idea di fondare la “Grande Armenia” , fare provocazioni, genocidi e realizzare l’occupazione contro gli azeri, è stata pianificata dalla Chiesa grigoriana Echmiadzin. Questa Chiesa dirigeva organizzazioni terroristiche come “Asala”, “Krunk”.

 

 

La tolleranza, per altre religioni è molto lontana dal carattere della Chiesa armena. Nel 1988, è iniziato il movimento di aggressione separatista con lo slogan “miatsum” (annessione all’Armenia) contro l’Azerbaigian, che era presieduto dalla Chiesa armena. Inoltre, ha organizzato l’occupazione del Nagorno-Karabakh e 7 regioni dell’Azerbaigian, gioca ancora un ruolo importante nella regolazione del processo politico. Tuttavia, alcuni autori che adorano l’Armenia per attirare l’attenzione dei paesi cristiani e della lobby radicale cristiana stanno tentando di caratterizzare il conflitto come un problema tra gli stati cristiani e musulmani. Descrivono l’Armenia come un paese cristiano che si trova tra l’Iran, Azerbaigian, Turchia,paesi prevalentamente coperti da musulmani. Co-presidenti dell’OSCE a mediare nel conflitto contro l’Armenia non cercano di presentare un atteggiamento serio e duro.

 

 

Credo che, il fatto non sia legato soltanto alla paura dei co-presidenti, ma anche al loro fanatismo cristiano. È interessante notare che, l’OSCE come mediatore per risolvere il conflitto, non ha ottenuto nulla nel corso degli anni, e estende la soluzione del problema alla domanda: perchè non convoca lo stato armeno a ritirarsi dai territori occupati appartenenti all’Azerbaigian, invece, e impone requisiti rigorosi contro l’Azerbaigian? Si da molto spazio alla propaganda “Per la prima volta nella storia armeni cristiani sono stati sottoposti a genocidio dai turchi musulmani “. Per questo motivo ogni anno il falso genocidio armeno viene portato in campo dai parlamenti dei paesi del mondo per discutere. L’Azerbaigian è parte integrante del mondo turco e islamico,quindi nel conflitto armeno-azero il principale sostegno dato all’Armenia. Quando si tratta della fraternità cristiana le cose cambiano, diminuendo la distanza tra quei paesi e l’Armenia, cosi lavorano insieme. Come si è accennato sopra, questo dimostra la particolare crescente pressione internazionale sull’Azerbaigian, soprattutto sul turchismo. Se nel conflitto si decidesse a favore dell’ Azerbaigian o si dessero pressioni contro l’Armenia, la “Carta di armeno” almeno parzialmente sarebbe indebolita e la metodologia armena per “purificazione dai peccati” potrebbe andare in bancarotta. In altre parole, il fattore religioso deriva solo dalla simpatia per armeni cristiani, per di più dai loro sentimenti di colpa che vogliono essere liberi dalla macchia.

 

 

Se guardiamo alla storia, possiamo vedere che durante molte guerre anche se alcunı territori vengono occupati, la maggioranza della popolazione che vive in queste zone non lascia le loro case. Anche i nazisti nella seconda guerra mondiale, nei territori occupati, hanno seguito le norme del diritto internazionale umanitario. Nella questione Kashmir, varie sette religiose e nazioni, sono in grado di trarre vantaggio dalle opportunità di co-esistenza. Ma diamo un’occhiata alla politica dell’ occupazione dell’Armenia. 200 mila azeri sono stati cacciati dalle terre occidentali, le case saccheggiate, sono stati sottoposti a pressione fisica e psicologica. Circa 800 residenti che vivevano in Nagorno-Karabakh e le regioni circostanti con la forza, sono stati costretti a lasciare le loro terre.

 

 

Oggi siamo alla ricerca di modi per eliminare questo nodo, aggressione che ha provocato l’occupazione dei territori azeri. Purtroppo, sotto la mediazione alcuni Stati conducono le politiche che perseguono i propri interessi. I rapporti tra Russia e Stati Uniti impediscono l’instaurazione della pace nel Caucaso. Quando Mosca fa una proposta che mette in pericolo gli interessi statunitensi Washington cerca di ostacolare il processo. O viceversa. Gli armeni assumono tradizionalmente una posizione molto forte in Francia. La scelta di pace o di guerra in tali circostanze è difficile. Noi preferiamo la pace.

 

 

Il Caucaso meridionale considerato da Brzezinski come “Balcani eurasiatici” a partire dalla fine Novecento è diventato campo di battaglia degli stati che vogliono diventare più potenti nel mondo o in una regione. Questa regione si trova tra il Mar Nero e il Mar Caspio ed è di grande importanza per avere le linee dell’energia e dei trasporti che si intersecano a sud- nord e ad ovest ed avere risorse energetiche del bacino del Caspio. I popoli che vivono qui sono divisi in 3 gruppi in base alla lingua: popoli turchi – azerbaigiani(azeri), Balkar, Karachay, kumık, Noghai, gumug; Popoli indoeuropei – armeni, tat, ebrei della montagna, Talysh, osseti e russi; Popoli caucasici – abkhazi, adıgey, cerchez, kabardin, ceceni, ingusci, lezghi, avari, dargin, lak, georgiani e altri. L’Islam (sciita e sunnita) e il cristianesimo sono religioni principali. C’è anche la religione del giudaismo. Per la valutazione dei conflitti etnici, i problemi per la sicurezza, le possibilità di cooperazione nella regione prima di tutto le questioni religiose dovrebbero essere prese in considerazione sul serio.

 
È chiaro che la maggior parte dei musulmani del Caucaso è stata perseguitata. Notevole resistenza ai conflitti è stata data dai portatori dell’Islam. I cristiani sempre andando a parlare di più d’accordo, e i musulmani hanno lottato per anni per i diritti e le terre. È chiaro che gli stati occidentali continuano gli interventi per influenzare gli eventi politici nella regione, in particolare in Azerbaigian e in Georgia. Questa volta stanno cercando di approfittare del fattore religioso. La diversità e la libertà religiosa e la ramificazione etnica in Azerbaigian e in Giorgia, non si vedono in Armenia.

 
Gli Armeni da anni suggeriscono rivendicazioni territoriali contro azeri e giorgiani, a parte di questo tentano di presentarsi come un gruppo completamente diverso della religione cristiana, e di considerarsi più “sofferente”. Con una storia di conflitto e controversia in conformità al parere il fatto di 50 gruppi etnici nella regione (in questo, il risultato della politica sovietica di politica etnica), rende tesa la situazione della sicurezza nel Caucaso. Ma, purtroppo, i paesi leader per realizzare idee pragmatiche guidano la politica tradizionale “divide ed impera”. Come risultato di questa politica è stato occupato il 20 per cento di Azerbaigian e Georgia. La Russia col mantenimento di una sua piccola presenza militare in Armenia, vuole controllare la posizione geopolitica della regione. In una tale situazione, le forze hanno ragione dicendo che è difficile garantire tolleranza religiose e nazionali .

 

 

Infine, si noti che il multiculturalismo è la politica statale dell’Azerbaigian. Allo stesso tempo, il multiculturalismo è il modo della vita in Azerbaigian. Operiamo sulla base di questi principi nella nostra vita quotidiana. Questi principi sono supportati dalla stragrande maggioranza della comunità, sono protetti. Non ci sono alternative al multiculturalismo nel XXI secolo. Nel ventunesimo secolo, l’indifferenza a tendenze negative come la discriminazione, la xenofobia, l’islamofobia, può causare pericolose complicazioni. Pertanto, la formazione di società multiculturali, la propaganda di tali idee dovrebbe essere parte dell’ attività di ogni politico responsabile, e di ogni figura pubblica.

 

 

Zaur Aliyev
Dottore di Ricerca in Scienze Politiche
“KarabakhİNFO.com”

 

 

 

02.10.2014 17:09

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