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La popolazione di Lachin è stata dove doveva essere fino alla fine

17.05.2014 | 16:35

1400326468_rauf11Sono trascorsi 22 anni dall’invasione del distretto di Lachin da parte delle forze armate armene. L’esercito di Armenia attaccando dalla direzione del villaggio di Shusha- Turshsu e del distretto armeno-Gorus ha occupato Lachin il 18 maggio 1992. Lachin, si trova nella zona montuosa a sud-ovest dell’Azerbaigian, a nordo  confina con Kalbajar, a est con Shusha , a sud con Gubadli,  a ovest coll’Armenia. L’area di 1835 chilometri quadrati, la popolazione di 64 mila persone fino all’occupazione.

 

Come risultato della conquista una città e una cittadina, 120 villaggi sono stati occupati dal nemico, 264 persone sono state martirizzate, 103 persone  sono diventate disabili, 65 persone sono state prese in ostaggio. 18 bambini al di sotto di 16 anni sono stati uccisi , 225 sono diventati invalidi e 31 hanno perso entrambi i genitori, 64 mila persone sono diventate sfollate. 133 grandi e medie imprese del distretto, 20 centri sanitari, 217 centri culturali e 40 monumenti culturali e storici, decine di istituzioni educative sono rimasti sotto l’occupazione.

 

Rauf Ganbarov che ha partecipato alle battaglie di Lachin racconta dell’ occupazione  a “KarabakhİNFO.com”, e-magazine :

Va notato che R.Ganbarov è nato a Lachin, nel villaggio Zabux, nel 1970. Nel 1988-1990 ha  prestato il servizio militare. Dopo aver portato a termine il servizio militare, ha lavorato come poliziotto nel distretto di Lachin.

 

 

–          Sig.r Rauf, come si è realizzata  la conquista di Lachin?

 

Il nostro scopo principale era quello di proteggere la patria come polizia. A quel tempo non si permettava ai giovani di entrare nella zona di combattimento. Neanche si davano le armi per proteggere noi stessi, quando ci trovavamo  faccia a faccia con il nemico. Pertanto, indossavamo una uniforme della polizia per proteggere la propria patria, così giovani sono diventati la guardia della terra. Durante gli anni 1990-1992-la prodezza della polizia di Lachin era nota a tutti. A quel tempo la polizia di Lachin si dirigeva da Akif Selimov, il presente chief executive del distretto. Fino al momento di Occupazione di Lachin questi agenti  localizzandosi in posizioni di frontiera hanno ottenuto abbastanza successi, si recavano a Shusha e Gubadli per fornire asistenza.

 

–          Su televisione la popolazione di Lachin viene accusa sempre di essere codarda. Si pretende che essa  sia  scappata lasciando la terra. Lei è d’accordo con questo?

 

Da qualche anno su televisione la sequenza del defunto giornalista Cingiz Mustafayev che ha pronuncia le parole “Siete vigliacchi, donne, scappate” non si trasmette. Nessuna di queste parole si rivolge agli abitanti di Lachin. Perchè nel corso dei filmati, c’erano solo soldati e polizia di Lachin fianco al operatore. Nessuno di essi ha tradito e ha lasciato Lachin. Gli abtitanti di Lachin sono stati dove dovevano essere fino alla fine. Esso non era né vigliacchi, né traditori. Con tutta la forza sono stati a guardia della patria.

 

 

–          Ma dopo l’occupazione di Lachin la polizia che Lei menziona cosa ha fatto per la liberazione del cosidetto distretto?

 

“La popolazione di Lachin è stata dove doveva essere fino alla fine”Nel mese di agosto la polizia di Lachin sotto il comando e su insistenza di Akif Selimov  ha aperto centrali in alcuni villaggi e quartieri privi dell’invasione. La polizia dietro di sé ha portato l’esercito nazionale in direzione di Lachin. Nei mesi di settembre e di novembre Lachin era quasi sul punto di essere liberato. Quindi, la liberazione dei villaggi Mollalar, Sus, Ghizilgia, dell’altezza Merkiz e la chiusura del corridoio hanno offerto opportunità per salvare il distretto dalla conquista.

La polizia è andata avanti. Attraverso gli assalti da ricognizione abbiamo liberato i punti necessari. Dopo aver liberato Merkiz- conosciuta come la posizione di  Telestudia siamo proseguiti giu verso i villaggi Sus e Gizilgia. In una sola notte ci hanno tradito ritirando  l’esercito che era dietro a noi. Grazie agli sforzi dell’eroe nazionale Ogtay Gulaliyev siamo stati salvati dall’accerchiamento armeno. L’altezza Hojaz e i villaggi circostanti per  mezzo del piano di Gulaliyev sono stati liberati dall’invasione armena.

 

Quando eravamo sull’altezza Merkiz abbiamo cominciato a muoversi  con 7 carri armati dall’area del distretto di Gorush verso Lachin. Gli eventi sono svolti nel villaggio Zabukh.

 

Attraverso la mappa ho mostrato al ufficiale dell’esercito in quale direzione erano carri blindati. Per via della radio gli ho dato coordinate su come trovare artiglieri. Ricordo bene, mi ha risposto che era impossibile colpire le coordinate e che apparentemente erano le coordinate del territorio dell’Armenia. Questo non era vero. Le coordinate appartenevano ad un villaggio di Lachin -Zabukh. Poi, una notte, l’esercito si è ritirato. La polizia di Lachin è rimasta da sola.

Allora i miei genitori per tre giorni hanno aspettato il mio cadavere. Perchè gli avevavo detto che tra i cadaveri ce erano anche quelli dei poliziotti. Uno di essi era il defunto Adalat Mammadov. Nonostante abbiamo fatto tutto il possibile per rafforzare le nostre posizioni a Hojaz, la nostra forza non era abbastanza. Tra i nostri compagni Ogtay, Adalat e altri erano morti.

 

 

Gunel Jalil

 

“KarabakhİNFO.com”

 

17.05.2014 16:35

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