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L’attivita illegale dell’Armenia nei territori occupati dell’Azerbaigian

26.02.2013 | 12:24

1388046088_defaultLe attività illegali dei separatisti e della Repubblica Armena trovano riscontro soprattutto in queste azioni:

Coltivazioni e traffico illegale di sostanze narcotiche.

 

I terrritori occupati sono diventati un fulcro di criminalità specifica, privo di controllo ne’ di uno stato ne’ di un`organizzazione internazionale. In conseguenza il regime separatista-terrorista ha creato una condizione favorevole per la coltivazione, la produzione e il traffico delle droghe illegali nei territori occupati. Gli stessi fatti sono evidenti nella relazione del marzo del 2000 del Dipartimento Statale degli Stati Uniti sulla strategia di controllo internazionale  sulla droga. L`autorità della falsa istituzione supportano i narcotrafficanti e usano questi soldi per tenere sotto controllo i territori e pagare le persone che ci lavorano. Nella relazione dichiarata nel marzo del 2001 si ribadisce che i territori occupati azerbaigiani vengono usati come corridoio per trasportare le droghe e l`Armenia è il soggetto potenziale per la sua posizione geografica. La coltivazione di droghe come marijuana viene sottolineata anche nella relazione del Consiglio Europeo sul Nagorno Karabakh. La maggior parte del guadagno dal narcotraffico viene indirizzato tramite i separatisti all`acquisto di armi per le unità armate illegali e i gruppi di terroristi  e agli allenamenti di essi. L`attività economica illegale dei separatisti in Nagorno Karabakh li ha resi famosi nelle operazioni “riciclaggio dei soldi sporchi” e li ha inclusi nel centro di attenzione dei criminali transnazionali. Stanno inoltre sfruttando i territori occupati dell`Azerbaigian per lo smaltimento di rifiuti radioattivi e nucleari. La stazione nucleare Metsamor produce 9 milioni di KVT/ora quotidianamente e in relazione alla produzione in Armenia manca lo stoccaggio per tenere le scorie radioattive, tutto questo sostiene l`ipotesi dell`uso dei territori invasi dell`Azerbaigian per il loro smaltimento.

 

Traffico umano

 

Arrivano continuamente dati sugli ostaggi e sui prigionieri azerbaigiani, risultato dell`invasione della Repubblica Azerbaigiana da parte dell’Armenia, nascosti alle organizzazioni internazionali umanitarie e tenuti nei territori invasi sotto tortura, e usati come obiettivi non umani.

 

Esistono casi reali in cui gli organi ufficiali armeni approffittano dello status-quo e tengono ostaggi e prigionieri trattandoli come oggetti commerciali per poi poter collaborare con raggruppamenti criminali. Nel periodo di guerra e di armistizio circa 30 ostaggi e prigionieri azerbaigiani sono stati liberati in cambio di molti soldi, oro e gioielli consegnati da parte dei parenti. Gli organi di molti cittadini azerbaigiani in prigioni armene sono stati prelevati e venduti.

 

L`insediamento illegale degli armeni nei territori occupati

 

Secondo i dati ufficiali armeni e la relazione del governo fasullo “DG” nel 2001 la popolazione del Nagorno Karabakh era 143 mila persone. Mentre nel censimento del 1989 in quel territorio abitavano poco più di 90 mila armeni. Nel rapporto mondiale sulla condizione dei rifugiati del 2002 ad opera del Comitato di Rifugiati degli Stati Uniti, nella sezione dedicata all`Armenia, si dichiara che circa 1000 famiglie sono state trasferite dall`Armenia in Nagorno Karabakh e al corridoio Lacin. Dal gennaio del 2003 per impedire lo sfollamento dal Nagorno Karabakh le famiglie emigranti devono pagare la tassa pari a 15 mila dolari e i convocati al servizio militari 10 mila dollari statunitensi.

 

I servizi di migrazione in funzione dal 2002 nei distretti e nelle citta` dell`Armenia stanno portando avanti i lavori indirizzati ad insediare le persone nei territori occupati. A partire dal 1994 si riscontrano i casi di migrazione illegale degli armeni che vivono nei diversi paesi del mondo verso i territori occupati del Nagorno Karabakh dell`Azerbaigian. E` in vigore la deliberazione del “parlamento” dell`istituzione falsa che prevede lo studio di figli delle famiglie russe trasferite nella “Repubblica di Nagorno Karabakh” nelle scuole di Karabakh in lingue russa e armena dal 2005.

 

Secondo i dati del 25 ottobre del 2004 della Rappresentanza di Migrazione per il Caucaso Meridionale di “Comitato Croce Rossa”, ogni mese in media 15 famiglie vengono trasferite in Nagorno Karabakh e nel 2004 il numero di queste famiglie ha raggiunto le 200.

 

Nonostante Yerevan cerchi di nascondere la sua partecipazione diretta ai progetti di migrazione, dal 2000 alla realizzazione del programma di grande scala “Ritorno ad Artsakh” (sotto la guida di Andranik Margaryan) sono coinvolti e impegnati seriamente il consigliere  Benik Bakhshiyan, il direttore dell`Ufficio di Statistica di “RDG” – Serj Amirkhanyan, “il ministro di Agricoltura” – Vagram Bagdasaryan, “Capo della Commissione di Finanza, Bilancio del Consiglio Nazionale” – Mayor Danelyan, il capo del Dipartimento di Migrazione e rifugiati dell`Armenia – Gaghik Eganyan e altre persone in funzione e l`ente pubblico “Yerkir”. Da quel periodo l`ufficio  dei rifugiati  e di emigrazione hanno aderito allo svolgimento del programma soprannominato.

 

Nel dicembre del 2003 il primo ministro dell`Armenia A.Margaryan aveva dichiarato ufficialmente che la questione di migrazione della popolazione armena nei territori occupati del Nagorno Karabakh dell`Azerbaigian è la priorità del governo armeno.

 

I mass media hanno dimostrato diversi fatti di insediamento illegale nei territori occupati. Secondo le fonti evidenti nei primi sei mesi del 2004 sono state trasferite circa 120 famiglie armene nei territori occupati. I principali finanziatori dei lavori di costruzioni e “trasferimento” illegale sono le organizzazioni “Fondazione d`Istruzione Armena dell`America Occidentale”, “Fondazione Hayastan” e il Consiglio di Yeparkhiya Armena di Tehran. Nel 2004   dai fondi esteri sono stati assegnati 400 mila dollari statunitensi per la realizzazione del programma “Ritorno ad Artsakh” e hanno costruito circa 90 case nei territori invasi confinanti con l`Azerbaigian.

 

I mass media armeni hanno pubblicato  nel 1999 informazioni su come persone responsabili si siano impossessate di soldi assegnati al trasferimento e il 30% dei migranti abbiano dovuto abbandonare questi territori a causa della situazione di grande miseria. Un esempio, nel 1999, il corrispondente del giornale “10º nakhang” Vagram Ogajan ha pubblicato un articolo  “ Non ci sono i soldi per le persone trasferite in Nagorno Karabakh.” Tale articolo gli ha causato un anno di privazione della libertà.

 

 

“KarabakhİNFO.com”

 

 

26.02.2013 12:24

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