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“Leyli e Mejnun” del XX secolo

18.01.2014 | 15:34

1390044601_1-001La tragedia del 20 gennaio 1990…Il giorno sacro in cui il nostro popolo era di fronte all’esercito russo per la propria libertà, con le mani vuote, senza le armi. Sono passati 24 anni da quel giorno. Questa guerra ha tolto la vita non solo ai martiri come Ulvi Bunyazade, Abbas Gasimov,Ogtay Kerimov, le vittime di quella notte erano anche Ilham che lavorava in un cantiere navale e la sua sposa Ferize Allahverdiyeva che aspettava un bambino. Essi due possono considerarsi “Leyli e Mejnun del XX secolo”. Per ricordare quella tragica giornata abbiamo incontrato le famiglie di Ilham e Ferize.

Trovo sempre un tempo libero per ogni giornalista

 

Prima decidiamo di andare a vedere la famiglia di Ilham che abita a Yeni Yasamal. Risponde alla nostra chiamata il signor Elkhan, fratello maggiore di Ilham. Ci saluta fuori e   invita a casa sua. Noi lo ringraziamo per averci accettato.

– Dopo la morte di Ilham e Ferize  trovo sempre un tempo libero per ogni giornalista. Perchè siete voi a far vivere i loro nomi. Ogni anno, sopratutto, quando la tragedia del 20 gennaio arriva alcuni scrittori ci spesso incontrano. La nostra porta è sempre aperta per voi.

Saliamo in ascensore. Ecco i famigliari, davanti alla porta ci aspettano.

Nel 1972 siamo venuti a Baku…

La signora Ofelya, madre di Ilham ricorda quei giorni:

 1390044844_1327013878_ilham_ferize-Mio marito Ejder faceva l’autista a Baku. Io abitavo nella città di Aghdam con cinque figli. La condizione della nostra vita a Aghdam non era soddisfacente, per questo mio marito ha comprato una casa a Baku. Nel 1972 ci siamo trasferiti da Aghdam. Nel 1977 lui è morto. 

A casa tutto era sotto la responsabilità di Ilham…

Dopo la morte di suo padre Elkhan ha cominciato a lavorare, e a casa tutte le cose erano sotto la responsabilità di Ilham. Poi Ilham si è iscritto all’Università Politecnica. Seguendo le lezioni per corrispondenza, lavarova in un cantiere navale, allo stesso tempo nel 1988 e 1989 prendeva parte alle manifestazioni tenute a Baku.

Tu non ci vai, io non ci vado, ma chi ci va?

 

Avevo tanta paura quando lui partecipava a quei tipi di manifestazioni. La notte ritornava tardi. Gli dicevo “Ilham non andarci!” a lui non piaceva quando lo dicevo:- Tu non ci vai,io non ci vado, ma chi ci va?

Ilham ha studiato con suo cognato e con Ferize…

 

–  Ferize era il nostro vicino. Allora noi vivevamo ad Alatava. Era il compleanno di Ilham, io ho detto alle mie figlie che è già arrivato il momento di far sposare Ilham, “gli chiedete cosa ne pensa lui?” L’abbiamo mostrato le ragazze dei nostri vicini, ma gli non sono piaciute. Abbiamo contato un sacco di nomi, finalmente quando abbiamo citato il nome di Ferize lui ha detto “ Fermatevi! Voglio sposarmi con Ferize”. Eravamo tutti contenti. Ferize era veramente una buona ragazza. Di quel matrimonio ne siamo stati tutti felici.

Ilham ha studiato con suo cognato e con Ferize. Noi ci conoscevamo bene. Ben presto Ferize e Ilham si è sono fidanzati. Il 29 giugno 1989 è stato il loro matrimonio.

  

Sulla strada ho visto una scarpa e un cappello…

 1390044816_feriznin-ata-anasi–  Nella notte 19-20 eravamo a casa. Ilham,invece no. Ad un tratto ho sentito che il mio cuore si stringeva. Mi sono alzata e ho preso una sedia per respirare in giardino. Ho visto che il cielo si incendiava. Le luci degli spari provenienti dai proiettili avevano coperto tutto il cielo. Sono uscita fuori e ho visto che tutti scappavano. Mi sono avvicinata ad un ragazzo per chiedere “figlio mio, che succede?”. Il ragazzo mi ha risposto “ Zia mia, l’esercito russo è entrato nella città, uccide tutta la gente”. Mi ho messo il velone e sono scappata verso la direzione dove sparavano. Sulla strada ho incontrato mio figlio Elkhan. Mi ha fatto tornare a casa e mi ha detto che non è riuscito a trovare Ilham. Di mattina presto siamo andati al cerchio del 20 gennaio. Sulla strada ho visto una scarpa e un cappello appartenente ad un nostro vicino. Le strade erano piene di macchie rosse.

Su un tavolo ho visto la sciarpa di Ilham…

–  Ci siamo recati all’ospedale della Repubblica. Nel corridoio, su un tavolo ho visto la sciarpa di Ilham. Ho iniziato a gridare : “Questa sciarpa appartiene a Ilham, e Ilham è  qui”. Sentendo il mio grido, è arrivato subito un medico e mi ha chiesto: Qual è il problema,madre? Ho risposto che sono madre di Ilham e cerco  mio figlio. Il medico ha portato Elkhan nella sua stanza e mi ha detto di aspettare nel corridoio. Qualche minuto dopo Elkhan è uscito. Gli ho chiesto: “ Ma dov’è Ilham?” Lui ha detto : “ Non è qua, andiamo a casa per prendere la sua carta di identità. È necessario”. Siamo arrivati a casa per prenderla, poi ho visto che Elkhan non c’era.Infatti,il medico gli ha detto che Ilham è morto. Non mi ha detto la verità  (piange).

 Le sue ultime parole erano : Non dite nulla a mia madre…”

La signora Ofelya non si sente bene, quindi continuiamo la nostra conversazione con il fratello maggiore, testimone di quel giorno, signor Elkhan.

Come il fratello di Ilham ho vissuto molto dolore. Perchè avere un fratello, vuol dire un aiuto , una consolazione. Da quel giorno si sente la sua mancanza, e si sentirà ancora di piu… Ilham era un uomo patriottico. Purtroppo, come gli altri anche lui è stato la vittima dell’esercito russo.

Ilham ha fatto il servizio militare nell’area baltica. Conosceva bene le armi. In quella notte Ilham ha visto che avrebbero ucciso la gente. Quindi davanti ai carri armati alzava le mani e gridava: “Non sparate! Il popolo è senza le armi.” Appena ha finito queste parole,  gli hanno sparato e Ilham si è ricoverato in grave condizione all’ospedale .  Secondo i suoi amici, questo evento è capitato la notte, alle 12:15. Durante il processo di operazione le luci sono andate via e gli hanno fatto operazione sotto la luce dei giornali. Nonostante tutto questo la mattina, alle 04:30 lui è morto. Le sue ultime parole erano: “Non dite nulla a mia madre”

 Dalla nostra casa a Alatava si vedeva la tomba di Ilham nel cimitero di Khirdalan 

– Volevamo sepollire il cadavere di Ilham nella città di Aghdam,accanto a padre mio. Ma quando facevamo lavare il cadavere in moschea,ci hanno detto di portarlo lontano, perchè aveva troppo flusso di sangue, era un peccato. Abbiamo preso la decisione di sepollirlo nella cittadina di Khirdalan. Di sera alle otto Ilham è venuto sepolto. Dalla nostra casa ad Alatava si vedeva la sua tomba. Abbiamo pensato che così trovassimo una consolazione. Quando siamo tornati a casa, abbiamo saputo che Ferize ha tentato di incendiarsi. Ho parlato con lei, le ho detto di non farlo.

Ha messo le foto di nozze sul tavolo, le ha guardate a lungo…poi ha preso un pezzo di carta e si è messa a scrivere queste parole: “ Non posso vivere senza esso. Voi mi…”

 

– Poi ci hanno detto che tutti i martiri sarebbero stati sepolti presso il Vicolo dei Martiri e con gli anziani della famiglia ci siamo messi d’accordo. La notte Ferize ha saputo che la tomba di Ilham sarebbe stato presso il Vicolo dei Martiri. Alle 4-5 di nascosto si è alzata e con gli occhi pieni di lacrime si è recata in una altra stanza,  ha messo le foto di nozze sul tavolo, le ha guardate a lungo…poi ha preso un pezzo di carta e si è messa a scrivere queste parole: “ Non posso vivere senza esso. Voi mi…”

La lettera non si è conclusa. Ferize ha bevuto un bicchiere di aceto. Mentre mia nonna la aspettava, ma lei non tornava nella sua camera. Ha pensato che forse sia andata in bagno. Poi controllando tutte le stanze  ha visto che Ferize stava morendo…

     Ferize è morta. Abbiamo portato Ilham di nuovo a casa e il 22 gennaio tutti e due si sono sepolti presso il Vicolo dei Martiri.

Dal 2003 si celebra “La giornata degli Innamorati”…

– L’amore di Ilham e Ferize è un esempio per i giovani dell’Azerbaigian. Quando sanno che sono fratello di Ilham mi prestano molta attenzione e rispettano. Dal 2003 il 30 giugno , il giorno delle nozze di Ilham e Feride si celebra come “La giornata degli Innamorati”. Però non si è approvata ufficialmente. Vorremmo che questa giornata si approvi dal nostro stato. Questo è un giorno molto importante per il nostro popolo.

  

 “Leyli e Mejnun” del XX secoloCosì concludiamo la nostra conversazione e partiamo da Yasamal per Alatava ,dove si trova la casa del padre di Ferize. Quando ci avviciniamo alla porta, vediamo un donna con i capelli bianchi che scopa il giardino. Il signor Elkhan mi guarda e dice : Vasif, ecco la madre di Ferize, Baghda khanim. Ci salutiamo e entriamo in casa e ci accoglie il padre di Ferize, Choban. Prima inizia a parlare la madre di Ferize con noi:

– Ferize era una ragazzina capricciosa. Era ultima dei miei figli. Da quando Ilham è stato martire lei diceva : “ Fate crescere la nostra foto insieme”.. Si sente la mancanza di tutti e due. È nata una figlia di mio figlio, le ho dato il nome di Ferize.. Adesso fa la terza classe all’Università Politecnica. Mi sento orgolioso che tutti e due hanno lasciato un nome così. Ma la loro mancanza è un grave doloro nel mio cuore. Almeno non hanno lasciato la loro frutta d’amore con cui posso sentire il loro profumo. Lei era incinta di due mesi. Ma,forse non era il suo destino di dare alla luce il bimbo.

Continua il signor Choban:

–  Ma che fare? La perdità di un figlio è una sofferenza insopportabile. Forse questo era il loro destino. La mattina del 20 gennaio ho sentito che qualcuno  bussava alla porta. L’ho aperta e visto che era Ferize. Insieme siamo tornati da Ilham. Tutta la gente era lì. Ilham era già morto. Dio benedica i nostri martiri. E questo era un dolore fatto dal 20 gennaio che ogni anno ricordiamo come le altre famiglie dei martiri.

La nostra conversazione si conclude, facciamo le condoglianze ai familiari dei nostri martiri e ce ne andiamo.

Vasif Alihuseyn

 

“KarabakhİNFO.com”

18.01.2014 15:34

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