Italiano

Mi piacerebbe molto vedere e visitare l’intero Karabakh

18.10.2013 | 14:44

1382089302_img_6997Zaur Gariboghlu: Signor Receb, benvenuto in Azerbaigian. La Turchia è un paese fratello che sempre nel momento difficile sta accanto a noi. Secondo me non fa differenza dove vivono i turchi, perchè sono già le parti di una sola composizione…

 

– Di recente ho visitato Bosnia e Erzegovina. Ne ho parlato anche durante l’incontro con il presidente. Non importa  chi è al Governo in Turchia,  comunque, la nostra politica sulla Bosnia e Erzegovina non sarà modificata. La stessa cosa vale anche per l’Azerbaigian. Oggi AKP, domani CHP oppure Governo di coalizione pottrebbe salire al potere, ma questo non cambierà la nostra politica sull’Azerbaigian. La nostra posizione sulla questione del Karabakh è stabile. Abbiamo criticato sempre il Genocidio di Khojaly, lo facciamo anche oggi e continueremo così. Non importa in quale parte del mondo è successo quel massacro, tuttavia, è una tragedia per l’umanità.

Mi piacerebbe molto vedere e visitare l’intero Karabakh Zaur Gariboghlu: Questi sono crimini commessi contro i turchi. Vorrei notificare che  i turchi di Aghri Dagh  furono uccisi maggiormente in Khojaly. Gli armeni ci uccisero non come azeri, ma come turchi. Oggi nella Costituzione dell’Armenia sono menzionate rivendicazioni territoriali non solo contro l’Azerbaigian, ma anche contro la Turchia. S.Sarkisyan ha detto anche nel suo ultimo incontro con i giovani: “Se la nostra generazione ha liberato Karabakh, vuol dire che la vostra generazione conquisterà Aghri Dagh” Loro chiaramente mostrano minacce territoriali contro la Turchia. Preparano una serie di provvedimenti per la propoganda del Genocidio falso del popolo armeno. La nostra rivista elettronica ha subito molte volte degli atacchi da essi. Perché “KarabakhINFO.com” non tocca solo il confilitto Karabakh, ma illustra anche le relazioni degli armeni con i popoli turchi e parla dei loro crimini contro i turchi.

Zaur Aliyev: Le vorrei fare una domanda. Oggi in Turchia gli armeni hanno abbastanza potenza. Secondo Lei essi possono influenzare la politica estera della Turchia?

– Non credo che gli armeni siano così potenti per influenzare la politica estera del nostro paese. Invece danno contributo a immergere una politica sbagliata della Lobby armena fuori dei nostri confini contro la nostra patria. Gli armeni portano le vicende del 1915 a oggi e cercano di percorrere in quel periodo con gli approcci del tempo moderno. Questo non è giusto. Gli armeni in quel periodo avevano dato un grave colpo all’impero ottomano per soddisfare gli interessi degli stati stranieri. Gli eventi avvenuti nel 1915 erano provvedimenti diretti a indebolire lo Stato Ottomano. Nel corso dello spostamento la morte di un certo numero degli uomini a causa di fame, di freddo era normale. E non erano morti solo armeni, anche ne erano turchi. In quel perido furono attacchi degli armeni ai vilaggi turchi. Attualmente in Turchia si trovano delle tombe che approvano quei massacri contro i turchi.

Zaur Aliyev: D’accordo. Come abbiamo scoperto a Guba e nelle altre regioni dell’Azerbaigian…

– Certo. E il numero dei morti è ridicolo. Impossibile che allora fossero vissuti  armeni secondo la loro statistica.

Zaur Aliyev: Secondo i dati statistici inglesi, allora vissero 200.000 armeni nel territorio intero della Turchia.Mi piacerebbe molto vedere e visitare l’intero Karabakh

– Se calcoliamo il numero degli armeni che vivevano in Turchia, non raggiungerebbe più di 100.000. Gli storici hanno il dovere da esaminare la questione e presentarla davanti al mondo intero. Queste affermazioni degli armeni sono molto schifose.

Zaur Aliyev: Gli armeni proclamano una affermazione “Grandi Paesi ci avevano promesso di fondare un stato armeno nel presente territorio della Turchia, a Gyumru. Noi non avevamo voluto il territorio – Yerevan e le circostanti regioni in cui costituito lo stato armeno”. In quel periodo la Turchia aveva dato un tale consenso?

– Non ci credo. Noi siamo una nazione che viviamo da secoli. Se in una parte del nostro territorio vivono gli armeni, noi dobbiamo rinunciare le nostre terre? La realizzazione di una idea di questo tipo è proprio impossibile. Gli armeni  trasferirono qui di seguito. Turchia non l’aveva consentito. Se l’avessi permesso non avremmo fatto la guerra di Salvezza. Gli armeni fondarono uno Stato con la capitale Yerevan, non dico niente su quel fatto. Però se tu vieni in Azerbaigian ed intraprendi la tua azione di invasione contro il territorio dell’Azerbaigian, uccidi i turchi, violando i diritti per la vita degli esseri umani, in questo caso devo dirti stop. Come ho detto prima, questa promessa non l’avevamo data ad essi noi, gliele avevano date i paesi stranieri. Essi cercano di esagerare gli eventi del 1915 mettendo a parte le vicende capitate in Khojaly ed in Karabakh sotto la pressione della Diaspora armena.

Mehman Hesen: Negli anni 1895-96 gli armeni  commisero una serie dei crimini nel territorio ottomano. Allora il console russo Mayevski, l’ambasciatore francese Kambon che lavoravano nel impero Ottomano scrivevano i rapporti in cui “la  questione armena” si illustrava esplicitamente come il piano delle forze straniere. Adesso c’è una Turchia che sta rafforzando.E noi ne siamo contenti. Come lo Stato dell’Azerbaigian il nostro obbiettivo è liberare il Karabakh dall’invasione. Che tipo di sostegno può fornire la Turchia potente all’Azerbaigian.

– Ha fatto una bella domanda. In Turchia tutti i partiti politici vogliono che gli armeni lascino il Karabakh. Quindi abbiamo tagliato tutte le nostre relazioni diplomatiche e commerciali.  Una volta  il nostro presidente è andato in Armenia a vedere una partita di calcio. Anche allora l’abbiamo accettato come un’azione falsa e ne avevamo ragione. Perché gli armeni lo considerava una concessione.Turchia non è diventata la Repubblica Indipendente Turca da solo. Siamo due paesi e unico popolo con l’Azerbaigian.

Mi piacerebbe molto vedere e visitare l’intero Karabakh Zaur Aliev: Dopo la morte di Hrant Dink  iniziò lo slogan  come “Siamo tutti armeni”. A suo parere, questo era il pensiero del popolo turco o di una parte della politica diretta nel paese?

-Oggi la popolazione della Turchia è di 76.000.000  persone. In un paese con una tale popolazione è normale trovare persone con pensieri diversi. Ma la maggior parte del popolo turco non  pensa così. Io sono turco. E nessuno può farmi diventare armeno,  ebrei, o russo.

Zaur Aliyev: Signor Receb, ho ricercato la diaspora e ne ho scritto diversi libri. Il lavoro che si svolge oggi dalla lobby armena, non  si fa dalla diaspora turca. In questa direzione non si vedeno le attività strategiche e  intenzioni di unire i popoli turchi.

Mehman Hasan: ad esempio, in Siria ed in Iraq sono uccisi molti turchi, ma non si è vista la reazione che si aspettava.

 -Sono molto d’accordo con questo. La Turchia è un leader nella regione per 90 anni. Come già detto, le altre popolazioni turche della regione aspettano molte cose dal nostro Governo. Purtroppo, nel corso degli ultimi 10 anni l’attuale governo della Turchia ha dato la preferenza alla questione religiosa mettendo in secondo luogo le relazioni con i paesi turchi. Nel corso degli ultimi 10 anni, la politica estera della Turchia viene guidata nella direzione sbagliata.

Zaur Aliyev:  Il CHP mantiene la strategia sulle relazioni turche con altri paesi?

-Noi, essendo Partito Repubblicano del Popolo (CHP), abbiamo fondato un coordinamento all’estero. Ora i rappresentanti del nostro partito effettuano attività negli Stati Uniti, in Bruxelles e negli altri paesi europei.

Mehman Hasan: Ma ci sono questi rappresentazioni anche in Azerbaigian?

-Quando torno, io certamente ne parlerò con il signor Kamal Kilichdaroghlu.

Mehman Hesen: Oggi giorno le musiche, i piatti azeri vengono rubati dagli armeni. Oltre a questo ai programmi televisivi della Turchia le musiche appartenenti a noi si presentano in modo anonimo. Secondo Lei la presentazione in maniera così è una concessione agli armeni o a causa di non sapere la verità?

-Penso che nei certi casi a causa di non conoscere la realtà. Ma non dimenticate che noi siamo fratelli. A proposito, il nostro pesidente Kamal Kilichdaroghlu porge i suoi migliori saluti all’Azerbaigian.

Mehman Hesen: Oggi noi ci capiamo molto bene, perché siamo esponenti della stessa nazione. Allo stesso tempo abbiamo fratelli nella ampia geografia dei turchi,nell’Asia Centrale. Vorremo sapere la Sua opinione sulla istituzione della comune lingua turca?

Mi piacerebbe molto vedere e visitare l’intero Karabakh

– Secondo me uno dei fattori principali che fanno nazione come nazione è la lingua. Per esempio a volte mi reco in Kosovo. Lì vivono anche albanesi. La maggioranza è musulmana. Posso fare la preghiera nella stessa moschea assieme a loro, ma non riesco a capire e  parlarli. Quindi, qualche volta la religione non ha la capacità di unire gli esseri umani, invece la lingua lo riesce a fare. Certo che quando vengo in Azerbaigian mi torvo in difficoltà nel usare le parole azere, però senza nessun problema capisco la gente. Penso che nel mondo turco l’unificazione delle lingue turche e fondare una unica lingua turca comune giochino un ruolo cruciale. Abbiamo bisogno di rafforzare la nostra lingua. Oggi grazie all’internet l’inglese è diventato una lingua mondiale. Il turco è molto ricco e antico. Per rendere la lingua turca mondiale abbiamo opportunità  e geografia.  Il turco e la cultura turca ci porteranno avanti.

Zaur Aliyev: Io sono del Karabakh. E questo dolore l’avevo vissuto. Quando Karabakh verrà liberato dall’invasione, da quale luogo vorrebbe cominciare?

– Mi piacerebbe tanto vedere e visitare l’intero Karabakh.

Mehman Hesen: Signor Receb, La ringraziamo a nome della rivista elettronica “KarabakhİNFO.com” per la conversazione sincera e amichevole e per le risposte alle nostre domande

–  Grazie a voi. Il piacere è tutto mio

Mehman Hesen

 

“KarabakhİNFO.com”

18.10.2013 14:44

Lascia un commento:

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*