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Non vediamo l’ora di ritornare a Zangelan

30.10.2013 | 10:38

1383114949_1381192_10151684290882691_1326018542_nSadraddin Asadov: “ Gli armeni punivano la popolazione civile”

 Zangelan è l’ultima regione occupata dell’Azerbaigian . La regione invasa dall’ Armenia assume una grande importanza strategica .. Perché si trova sulla linea ferroviaria Baku-Julfa-Nakhchivan. Dopo l’invasione commessa da parte armena contro le regioni Gubadli e Jabrail , circondarono Zangelan. Alla fine del ottobre del 1993 la regione si conquistò completamente , compresi le altezze di Sighirt e Bartaz. Dopo questo fatto migliaia di persone di Zangelan subirono l’assedio degli armeni. Esse erano costrette a radunarsi alla frontiera iraniana lungo il fiume Araz. Ma  era impossibile passare il fiume. Allora, il governo dell’Azerbaigian  condusse le trattative  con quello iraniano. Grazie al buon risultato , la popolazione riuscì ad attraversare la frontiera iraniana  e così si liberò dalle forze armene.

 

Tra la gente del villaggio che subì la stessa sofferenza fu la famiglia di Sadraddin Asadov, nato nel paese Hakari. Lui dice che se le persone non fossero riuscite a passare la frontiera persiana, si sarebbero annegati o nelle acque del fiume o  sarebbe accaduto una altra tragedia dopo il Genocidio di Khojaly: “Dopo l’occupazione della regione il confine venné chiuso. Noi restammo in questa parte. Dopo il chiuso della strada  i miei genitori , fratelli e mia sorella per una settimana con le loro famiglie furono circondati nel territorio occupato. Poi passando il fiume entrarono in Iran. Ci radunammo nel posto di controllo di Bilesuvar. Allora  volevamo andare armati per recuperare Zangelan. Zaur Rzayev, comandante di brigata, disse “ non preoccupatevi, piu` presto le nostre terre saranno restituite. Da quel momento siamo in attesi di ritornare  a Zangelan” .

 

Dobbiamo dire che S.Asadov a partire dal 1975 lavora alla metropolitana di Baku. Dopo l’inizio della guerra del Nagorno-Karabakh, nel 1991, andò a registrarsi al battaglione di Shikhov come un volontario. Entro la fine del 1993,  presé parte alle battaglie a Karabakh. Sopratutto ad Agdam, Goranboy,Zangelan, così incluso il villaggio Sarisu di Khanlar.

 

Non vediamo l’ora di ritornare a Zangelan“Comportamenti così brutali commessi dagli armeni ne furono troppi”

 

Ha parlato delle atrocità commesse dagli armeni contro il popolo azero durante la guerra: “I paesi di Zangelan come Aghkend e Gazanchi  erano molto vicini agli armeni. Gli armeni bruciarono tante case lì, espellerono la popolazione civile dal proprio territorio. Cercammo di tutelare i villaggi.  Un’altra volta entrarono nel villaggio di Dereli e lo bruciarono . Riuscimmo a prevenire i loro attacchi. Ma portarono un sacco di danni alle case. Poi allo scopo di aiutare l’esercito vennero i funzionari della comunicazione. Gli  spararono. In generale, gli armeni punivano la popolazione civile. Nel villaggio Shayifli avevano tagliato le teste di diverse persone, e le avevano uccise sotto tortura.

 

Gli armeni possiedono un altra faccia-sono bugiardi nel mantenere le promesse… Fu una trattativa tra le parte azera e armena per  l’armistizio. Ma  quando essi finirono i lavori di coltura nel campo grano, spararono ad un autista del Kombayn.Perchè era azero. Poi caduto un filo elettrico a terra, si chiesero a venire per aggiustare il filo. Filo si inserì, poi ferirono un soldato azero e fuggirono. Tali comportamenti furono succesi molte volte”.

 

Uomo vuole le ali per volare verso la patria”

 

Il nostro interlocutore dice che non riesce a sopportar piu` vedere la sua patria sotto l’invasione: “La parte della montagna e  foresta era come un paradiso. A Zangelan ci sono le foreste di platani di Basitchay che prendono la seconda posizione al livello mondiale e la prima piazza in Europa .Gli armeni attualmente le portano in rovina. Tagliando platani li vendono all’estero. Lì hanno costruito una nuova chiesa. C’era un ospedale moderno a due piani. Ora i medici armeni stanno lavorando là.. Cercano di appropriare il resto delle nostre risorse. Hanno cambiato anche il nome di Zangelan. Quando entro su internet per vedere quei posti mi fanno male al cuore. Tali scene ti costringono a combattere. Quando sarà la mobilitazione siamo pronti a combattere . Ci andremo di nuovo come una volta avevamo partecipato alle battaglie volontariamente . Viviamo con questo spirito. Se c’è guerra io non posso restare a Baku”.

 

Nonostante tutto questo, S.Asadov vive con la speranza di ritornare a vivere a Zangelan: “Io credo che un giorno sia il ritorno alla patria. In questi ultimi anni non voglio restare a Baku. Se le nostre terre fossero restituite , vorrei trascorrere tutta la mia vita a Zangelan . In questa regione le persone vivono circa 80-90 anni. C’erano rare persone che morivano a 50-60 età. Però adesso non è così. I nostri anziani rifugiati non sono riusciti ad abituarsi all’ambiente della città e non hanno vissuto molto . Mi dicono che i miei cappelli sono diventati molto presto bianchi.Non è facile  vivere con il dolore della patria.Tutte le parti dell’Azerbaigian è la patria. Ma la terra in cui sei nato è piu` sacra. Uomo vuole le ali, per volare verso la patria “.

 

 

Fuad Huseynzade

 

“Karabakhinfo.com”

 

 

30.10.2013 10:38

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